Ettore Pellegrino: «Riunito l’Abruzzo della musica per celebrare il 6 Aprile»

Il violinista e direttore artistico dell’Isa racconta le scelte per i concerti Coinvolte L’Aquila, Pescara e Sulmona e le migliori istituzioni musicali
L’AQUILA. Tra fede e sinfonismo nel 15° anniversario del sisma aquilano l’Istituzione Sinfonica Abruzzese propone una significativa produzione musicale dedicata al ricordo delle 309 vittime. Tre i concerti: debutto ieri a L’Aquila in San Silvestro, repliche stasera a Pescara (teatro Massimo ore 21), a conclusione della stagione della Società Luigi Barbara, e domenica 7 a Sulmona (teatro Caniglia ore 18) a chiusura di stagione della Camerata Musicale Sulmonese. Programma incentrato su ispirate partiture di Felix Mendelssohn: Sinfonia n.3 op.56 “Scozzese”, Salmo n.42 per soli, coro e orchestra, Mottetto op.78 n.2 (Salmo 43) per doppio coro misto a cappella. La produzione, direttore Pasquale Veleno, vede la presenza del soprano Martina Tragni e la collaborazione del conservatorio aquilano Alfredo Casella e di importanti compagini polifoniche: Coro Gran Sasso e Corale Novantanove, dirette da Carlo Mantini ed Ettore Maria del Romano, che, insieme al Coro del Casella diretto da Rosalinda Di Marco, hanno cantato ieri a L'Aquila, mentre Coro della Virgola e Coro dell’Accademia saranno presenti stasera a Pescara. A Sulmona un’unica grande formazione riunirà le quattro corali per un abbraccio musicale alla popolazione abruzzese. Parla del progetto Ettore Pellegrino, magnifico violinista e attivissimo manager culturale, dal 2018 direttore artistico dell’Isa (ruolo rivestito anche dal 2010 al 2015), di cui è presidente Bruno Carioti. Romano, aquilano di adozione, fa parte della famiglia della Sinfonica dal 1993. Più di tre decenni condivisi con la prestigiosa realtà culturale, che sta completando la stagione concertistica numero 49 e si appresta a vivere quella del mezzo secolo.
Maestro, tre concerti per commemorare le vittime del terremoto, con una giornata di silenzio e riflessione il 6, data della tragedia.
Il 6 è un giorno di meditazione, particolarmente sentito. Per onorare le vittime del sisma nel programma del concerto abbiamo inserito composizioni sacre, ma per quel giorno il vescovo ha deciso di tenere in silenzio la città e mi sembra giusto. È importante che Pescara e Sulmona abbiano deciso con le loro stagioni di aderire al progetto, è un grande risultato.
Come mai Teramo, in cui il sisma è stato fortemente avvertito, è assente?
Con Teramo c’è una collaborazione antica, che va avanti da tanti anni, siamo in perfetta armonia, ma abbiamo avuto difficoltà logistiche. Non è semplice spostare i cori e l’orchestra. Non abbiamo portato a Teramo la produzione perché c’erano difficoltà (il teatro Comunale è chiuso da gennaio per lavori, ndc).
Il programma è incentrato su Mendelssohn. Com’è maturata la scelta, concertata, immagino, col maestro Veleno?
Con lui ci siamo seduti e abbiamo cercato di fare qualcosa di nuovo. Il Mottetto o Salmo 43 non è stato mai eseguito in Abruzzo. Il concerto è una monografia, comprendente anche la Scozzese, una delle sinfonie più belle di Mendelssohn insieme a l’Italiana.
Complicato mettere insieme così tante istituzioni musicali?
Complicato dal punto di vista relazionale, organizzativo, della logistica. Dallo spostamento di cori e orchestra al montaggio del palco, un’operazione impegnativa sotto tanti profili. Abbiamo 4 cori riuniti nel concerto del 7 a Sulmona, nel teatro Caniglia che ha un ampio palcoscenico. Anche la formazione orchestrale è numerosa, con l’Orchestra dell’Isa al completo più 30 elementi del conservatorio Casella, anch’esso protagonista dell'operazione, e desidero ringraziare il suo direttore Claudio Di Massimantonio. Un grazie anche ai colleghi Lucio Fumo, della Società Luigi Barbara, e Gaetano Di Bacco, della Camerata Musicale Sulmonese, per aver sostenuto il progetto inserendolo nelle loro stagioni.
Volge al termine la 49ª stagione dell’Isa, che ha consolidato ancora la sua presenza nella regione coi cartelloni di Atri, Tortoreto, Città Sant’Angelo. Che bilancio si può tracciare e in cosa si può migliorare?
Faccio i conti con un bilancio positivo, in controtendenza nazionale. Quest’anno abbiamo avuto moltissimi abbonati, più ora che nell’anno pre-sisma. Il terremoto ha strappato un tessuto sociale, le persone sono andate via, dislocate in tutta la regione, e poi c’è stato un secondo colpo mortale, il Covid. Adesso siamo contenti di aver recuperato e ampliato il nostro pubblico. Portiamo il nostro prodotto in altri centri, come Atri e Tortoreto, dove abbiamo avuto il piacere di conoscere Giorgio Ripani, assessore che ha avuto la lungimiranza di fare le dirette on line dei concerti e che ha poi deciso di fare una stagione.
Ricostituito il tessuto culturale, ora a L’Aquila manca solo il teatro Comunale.
È il nostro teatro, il luogo deputato in cui vorremmo tornare, sebbene abbiamo il ridotto, che tuttavia ha un’acustica un po’ difficile. Il teatro lo stanno rifacendo più bello di prima, i lavori vanno avanti, come per tutta la città, che sta rinascendo più bella di prima.