Fato: otto artisti per rileggere i versi di Zanzotto

L’artista pescarese cura a Pereto l’esposizione collettiva “Ogni goccia cade”, contaminazioni tra arte, poesia e paesaggi
PESCARA. Sentimento del paesaggio, arte contemporanea e contaminazioni letterarie: “Ogni goccia cade”, è il titolo della mostra in cui Matteo Fato “rilegge” Andrea Zanzotto. Per introdurre la nuova esposizione da lui personalmente curata l’artista Matteo Fato si è ispirato alla raccolta di liriche di Zanzotto “Dietro il paesaggio” (1951). La mostra riapre la galleria Monitor a Pereto, montagna marsicana, dopo la pausa invernale: inaugurazione sabato 2 aprile dalle 11.30 alle 16, poi la mostra resterà aperta fino all’8 maggio il sabato e domenica dalle 15 alle 19 o su prenotazione.
Matteo Fato (Pescara 1979) ha collezionato versi del poeta di Pieve di Soligo, autore che grande spazio ha dedicato a quel luogo del paesaggio in cui[...] «non è quello che viene normalmente percepito bensì quello che vi si suppone latente, inscritto sul rovescio, che si manifesta», proprio come accade nella mostra “Ogni goccia cade”. Fato ha invitato otto giovani artisti italiani, alcuni dei quali suoi ex studenti all’Accademia di Urbino e alla prima esperienza espositiva, per riflettere sul paesaggio.
«Tema che nasce dal mio fare pittura di paesaggio, qualcosa di inevitabile, anche se il paesaggio non è frontale», racconta l'artista che ha già curato in collaborazione con Saverio Verini le ultime edizioni della manifestazione estiva "Straperetana" nel borgo di Pereto. Gli artisti invitati alla collettiva, di cui tre abruzzesi, sono Lorenzo Aceto, Giacomo Alberico, Daniele Caggiano, Cecilia De Nisco, Gioele Pomante, Veronica Pratelli, Giulia Sensi, Alan Silvestri. Lo spazio della mostra, Palazzo Maccafani, e l’antico borgo rappresentano «un luogo protetto, fuori dal mondo ma dentro il mondo, testimoniando la volontà di incontrarsi tra generazioni di artisti che utilizzano linguaggi diversi, un invito a vivere un luogo diverso che ci accomuna. Il paesaggio», considera Fato «è difatti un qualcosa che esiste a prescindere da noi e con la quale si è costretti nostro malgrado a confrontarci continuamente, per tutta la vita». La mostra si apre con la grande installazione fotografica di Gioele Pomante (Pescara, 1993) concepita nell’estate del 2020, in cui l’artista – che d’estate lavora come bagnino nel capoluogo adriatico –indaga il rapporto tra sé e il mare /la città. Nella stanza degli affreschi, in un dialogo sonoro, un prezioso lavoro fotografico di Giacomo Alberico (Pescara, 1994): «Senza Titolo», si legge nella presentazione, « è l’interpretazione visiva di uno straordinario evento accaduto in Abruzzo più di mille anni fa: un meteorite colpisce un’area nel Parco del Sirente generando un cratere oggi trasformatosi in lago dove si abbeverano i buoi». A sua volta Lorenzo Aceto (Pescara, 1985) dialoga in maniera serrata con Alan Silvestri (Livigno, 1996) nella grande cisterna ipogea. I lavori di Aceto hanno come unico tema l’incontro casuale dell’artista con il luogo di un incidente avvenuto poco prima: il paesaggio di alberi si mischia al segno della presenza umana e dal suo passaggio fatto di fiori, lumini e vetri infranti.