Favino interpreta Craxi nel nuovo film di Amelio

20 Marzo 2019

ROMA. Sono iniziate le riprese in Lombardia di “Hammamet”, il nuovo film di Gianni Amelio, sceneggiato dallo stesso Amelio con Alberto Taraglio e prodotto da Pepito Produzioni con Rai Cinema. Il film,...

ROMA. Sono iniziate le riprese in Lombardia di “Hammamet”, il nuovo film di Gianni Amelio, sceneggiato dallo stesso Amelio con Alberto Taraglio e prodotto da Pepito Produzioni con Rai Cinema. Il film, che sarà distribuito in Italia da 01 Distribution, ricostruisce con personaggi ispirati alla realtà e con personaggi di fantasia, la caduta di un uomo di Stato italiano (ispirato a Bettino Craxi), nella prospettiva di un racconto più privato che pubblico, dove si scava nei sentimenti per illuminare i fatti. Il film è interpretato da Pierfrancesco Favino, Renato Carpentieri, Claudia Gerini, Livia Rossi e Luca Filippi.
E’ scioccante la somiglianza tra Pierfrancesco Favino e Bettino Craxi. Come testimonia la foto di scena che l'AdnKronos (in alto) è in grado di mostrare in anteprima sul suo sito, l'attore che incarna l'ex presidente del consiglio e segretario del Partito Socialista italiano, è stato truccato in modo così stupefacente da sembrare davvero Craxi. «Ci sono voluti mesi e mesi di prove per arrivare a questo risultato basato su una tecnica messa a punto da truccatori italiani che hanno studiato in Inghilterra», scrive L’AdnKronos. «Sin da settembre hanno dato il via allo studio dei calchi per poi arrivare alla incredibile somiglianza che le foto mostrano. Due scatti in cui Pierfrancesco Favino interpreta un momento clou della vita di Craxi, l'attimo prima di salire sul palco per l'apertura del famoso Congresso del Psi, svoltosi a Milano negli ex locali dell'Ansaldo nel 1989».
«I trucchi fan miracoli, ma sarei più scioccato favorevolmente nel rivedere mio padre. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è la festa del papà». Così Bobo Craxi ha commentato, ieri, all'Adnkronos la foto di Favino. «I film», ha aggiunto il figlio dell’uomo politico morto nel 2000 ad Hammamet in Tunisia, all’età di 66 anni, «non devono rendere giustizia, devono raccontare delle storie. In questo caso, quella di Gianni Amelio, sicuramente è una storia più fantastica che cronachistica per quel che ne so, ma va bene che si parli di una personalità come era quella di mio padre, certamente difficile da riprodurre al cinema, così come è difficile riprodurre al cinema in un'ora e mezzo una vicenda così complessa e violenta come quella che lo colpì».
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