Fedez dallo psicologo: non voglio morire

13 Giugno 2022

Il rapper pubblica sui social l’audio della seduta dopo la notizia della malattia

MILANO. Il dolore privato raccontato sui social per confortare chi vive gli stessi problemi e dare un senso alla malattia stessa: è la scelta che Fedez ha fatto fin da quando, lo scorso marzo, ha scoperto il tumore al pancreas, condividendo con i suoi oltre 18 milioni di follower lo shock, le ansie, la preparazione all’intervento, il ricovero, gli abbracci con la moglie Chiara Ferragni sul letto di ospedale, la cicatrice sull’addome, la convalescenza e il rientro a casa. Un diario in diretta che oggi si arricchisce di un altro momento drammatico: la seduta dallo psicologo nel giorno in cui il rapper, 32 anni, ha saputo di avere un cancro.
«Non voglio morire, non voglio morire, ho paura che i miei figli non si ricorderanno neanche di me», singhiozza Fedez nell’audio pubblicato nelle stories di Instagram, introdotto da una riflessione scritta. «Non so perché oggi ho deciso di riascoltare la seduta fatta dallo psicologo il giorno in cui ho scoperto di avere un tumore al pancreas», spiega. «Sto piangendo, piango di dolore e di gioia. Un solo pensiero riusciva a devastarmi più della paura della morte: non essere ricordato dai miei figli. Beh, oggi mi chiedo se tutto questo mi sia stato realmente d’insegnamento. Perché l’essere umano tende a rimuovere, dimenticare. E io non voglio. Non voglio dimenticare che le cose importanti non sono cose. Tenete quella finestra aperta sempre».
La confessione scorre sullo schermo insieme agli scatti dei piccoli Leone e Vittoria, «la cosa più preziosa che si possa desiderare in un’intera vita», e al riferimento alla moglie Chiara: «E poi ci sei tu che sei dovuta essere la più forte di tutti». Gioie e dolori, successi e difficoltà, i Ferragnez hanno fatto della loro vita una casa di vetro. Consapevole delle possibili polemiche, Fedez – che ha appena pubblicato il singolo, “La dolce vita” con Tananai e Mara Sattei e si prepara a tornare in giuria a X Factor – chiosa: «Prendete queste esternazioni come meglio credete: voglia di condividere, manie di protagonismo, narcisismo fine a se stesso. Non me ne frega molto. Vorrei solo che chi sta affrontando una situazione simile sappia che è normale provare determinate sensazioni. Non siete soli, non siete strani. Là fuori c’è a chi può fare bene tutto questo. E tanto mi basta». Il messaggio rimbalza sui social, con gli utenti divisi tra empatia, commozione e accuse. Per Massimo Di Giannantonio, presidente della Società italiana di psichiatria, quello del rapper è «un atto di coraggio», «una condivisione del dolore ma anche una forma particolare di “educazione sanitaria” nei confronti di altri malati che, al contrario di lui, possono avere meno strumenti per elaborare l’impatto e le conseguenze psicologiche della malattia che devono affrontare». Il messaggio «è che superato il primo impatto con la malattia tutto può concorrere a ridimensionare e controllare l’esito drammatico della notizia. Il trauma e l’angoscia sono reali, elaborazione, controllo e superamento dell’angoscia sono possibili e necessari».