Festa dell’utopia possibile: nuove installazioni nel museo Nml di Loreto

LORETO APRUTINO . L’utopia possibile di No Man’s Land (Nml), la terra di tutti dove non esistono barriere ma accoglienza, possibilità di relazioni e condivisione, terreno fertile per coabitare e...
LORETO APRUTINO . L’utopia possibile di No Man’s Land (Nml), la terra di tutti dove non esistono barriere ma accoglienza, possibilità di relazioni e condivisione, terreno fertile per coabitare e costruire insieme in libertà secondo la visione di Yona Friedman, al centro di Cantiere Aperto, prima rassegna di arte contemporanea, poesia e musica dal vivo con la partecipazione di molti artisti, accademici, studenti di architettura dell’università di Pescara, alunni della scuola primaria di Loreto e la comunità locale.
Tutti in lieto dialogo sul prato verde di Nml a Rotacesta di Loreto Aprutino, baciati dal sole della prima calda domenica d’estate, circondati dalla bellezza della natura e da benefiche scintille di pensiero rilanciate nel corso di un intenso happening offerto da Fondazione No Man’s Land con Zerynthia Associazione per l’arte contemporanea OdV in collaborazione con Aware - Bellezza Resistente, con il patrocinio del Comune di Loreto e la media partnership del quotidiano Il Centro. Insieme per dire stop al dramma umanitario delle migrazioni di massa, tema di tragica attualità scelto per il settimo appuntamento promosso da Fondazione Nml. “The Long Thin Thread/ Filo lungo e sottile”, potente metafora del dramma in atto raccontato dalla prospettiva delle donne, è l'opera site specific di Gülsün Karamustafa (Ankara, 1946) presentata domenica scorsa nel bosco di noci a Nml.
L'artista turca raccoglie e dà seguito alle testimonianze depositate in permanenza a Nml da artisti contemporanei di fama internazionale sin dall'avvio del progetto rendendo il Museo senza pareti nella campagna vestina un luogo di riferimento nel sistema dell'arte. «Per l'Abruzzo un'occasione di visibilità internazionale», ha sottolineato il primo cittadino di Loreto, Renato Mariotti. «Un paradiso dell'arte fatto della stessa sostanza dei sogni» per l'artista belga Honoré d’O, che in quel pezzo di terra «spirituale» ha pensato di seppellire la sua vecchia auto trasformata in vettura d’arte, la No Man's car appartenente a tutta la comunità artistica.
«Questa è una terra creativa, la cosa più entusiasmante per un artista», ha affermato Gülsün Karamustafa. «Quando Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier mi hanno proposto di dare un contributo permanente a questo luogo, ho accettato subito» ha raccontato nel talk con Cecilia Casorati, direttrice dell’Accademia di belle arti di Roma. «Ho pensato alla necessità di fermare le migrazioni e, per contro all’esistenza di questa terra di tutti, dove non esistono confini. Un posto che si presta a interrogarsi su quanto accade oggi nel mondo. Il filo di cui parlo è metafora di relazioni, filo che unisce e crea collegamenti. Ho utilizzato tre macchine da cucire neglette per raccontare di donne lavoratrici costrette a migrare, storie di abbandono e di speranza. L'arte è politica, è la possibilità di fare richieste, raccomando ai giovani di non smettere mai di farlo». In un clima di festa e contaminazione tra le arti si sono susseguite performance di musica con Artale Afro Percussion Band, l’intervento del compositore Carlo Crivelli (autore di premiate colonne sonore per Bellocchio e in collaborazione con artisti dell’arte contemporanea), e ancora Sandro Joyeux, Black Finesse, Chantssss, i poeti Matteo Di Genova (aquilano di origine, campione di poetry slam), Gaia Riposati, Sabrina D'Alessandro, Sacha Piersanti con Ludovica Bove.