Festa e intitolazione del cinema Pescasseroli ricorda Scola

A un anno dalla morte del grande regista il comune abruzzese che lui amava lo onora con un doppio evento con la sua famiglia e amici scrittori e attori
di Giuliano Di Tanna
Una grande festa e l’intitolazione del cinema. Così Pescasseroli ha deciso di ricordare Ettore Scola a un anno dalla scomparsa. Il 19 gennaio del 2016 moriva, all’età di 85 anni, Ettore Scola, regista, sceneggiatore e straordinario protagonista della storia culturale italiana. Pescasseroli, nel Parco nazionale d’Abruzzo, era uno dei luoghi del cuore di Scola che vi si rifugiava spesso per lavorare alle sceneggiature dei suoi film. Ed è proprio nelle «sue montagne», spesso utilizzate come set dei suoi film, che amava rifugiarsi con familiari, amici e colleghi di lavoro. Nella sua casa, e in quella vicina del grande sceneggiatore e amico, Agenore Incrocci, detto Age, sono stati scritti film che hanno fatto la storia del cinema italiano.
Per il primo anniversario della scomparsa, la sua famiglia insieme a un gruppo di persone amiche e alle associazioni e istituzioni locali, hanno deciso di ricordarne la figura e celebrarne le opere con una giornata di eventi a lui dedicata.
A Ettore Scola sarà inoltre intitolato il cinema locale che sarà la prima sala cinematografica d'Italia a portare il suo nome. Il Comune di Pescasseroli, l'ente Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e le associazioni locali si sono fatti patrocinatori dell'evento che vuole essere una celebrazione come si immagina avrebbe voluto Scola.
Alle ore 17 del 19 gennaio una banda di paese percorrerà le strade dal municipio al cinema suonando le musiche di Armando Trovajoli che hanno fatto da colonna sonora a tutti i suoi film. Nel cinema di Pescasseroli verrà poi svelata la targa in pietra che sigillerà il primo cinema intitolato ad Ettore Scola. All'interno della sala le persone che più gli sono state vicine lo ricorderanno. Gigliola e Silvia Scola, moglie e figlia del regista Walter Veltroni, Dacia Maraini, Simona Marchini, Paola Cortellesi, Riccardo Milani, Paolo Gambescia e Piera Detassis ne ricorderanno la vita, le opere e il suo speciale legame con Pescasseroli.
Saranno proiettati spezzoni dei film girati da Scola in questi luoghi e il documentario «Ridendo e scherzando» realizzato su di lui dalle figlie Paola e Silvia .
Il cinema come luogo, oltre che come forma d’arte, era caro a Scola che ad esso dedicò uno dei suoi film più intimisti e meno conosciuti, forse perché estraneo al genere della commedia al quale soprattutto è legato il nome del regista di Trevico sono più legati. Il film, scritto e diretto da Scola, è del 1989 e si intitola “Splendor”, con Marcello Mastroianni e Massimo Troisi nei ruoli principali.
La storia, come spesso accade nell’opera di Scola, da “C’eravamo tanto amati” a “La terrazza”, intreccia la storia d’Italia con quella dei personaggi. In questo caso con quella del protagonista, Jordan, inerpretato da Mastroianni, un vecchio appassionato del grande schermo nonché proprietario dello Splendor, una sala cinematografica ad Arpino, in provincia di Frosinone,un piccolo centro della provincia italiana colme Pescasseroli. Fin da bambino Jordan accompagnava suo padre e il suo cinematografo itinerante, durante il ventennio, in giro per l'Italia. Il film esprime un sentimento di nostalgia per il cinema del passato e per una stagione ormai conclusa, di cui è metafora la chiusura della sala, alla quale, per mancanza di guadagni, Jordan è costretto.
In questo piccolo kammerspiel – che ebbe forse la sfortuna di uscire nelle sale nello stesso periodo di “Nuovo cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, un’altra elegia dei piccoli cinema del passato che fu premiata con l’Oscar – Scola giocava con una serie di rimandi da appassionato di cinema e di letteratura quale lui era. Il film, infatti, si apre con un primo piano della locandina di “Notte italiana” di Carlo Mazzacurati, omaggio alla pellicola del regista padovano, il cui protagonista è Marco Messeri, amico fraterno di Massimo Troisi. Il nome del cinema, Spendor, poi, sembra essere ripreso da una poesia di Palazzeschi, “La passeggiata”. Tra le varie attività commerciali descritte nella poesia di Palazzeschi, appare proprio il «Cinematografo Splendor».
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