Festa per Lucrezia all’Aquila nel nome di Beuys

L’AQUILA. «Avere un'installazione di Joseph Beuys è un fiore all'occhiello per l'Accademia di belle arti dell'Aquila, l'unica in Italia. Oggi è una giornata storica per noi e per il nostro territorio...
L’AQUILA. «Avere un'installazione di Joseph Beuys è un fiore all'occhiello per l'Accademia di belle arti dell'Aquila, l'unica in Italia. Oggi è una giornata storica per noi e per il nostro territorio e di questo dobbiamo ringraziare la Baronessa Lucrezia De Domizio Durini». Il presidente dell'Abaq, Roberto Marotta, ha sottolineato la gratitudine di tutta la comunità accademica alla donazione di Lucrezia De Domizio, comunità di cui da ieri, anche lei, può dire di far parte. Diplomata in Arti Visive - «Un diploma di secondo livello, reale, come si deve a chi ha segnato profondamente la storia dell'arte internazionale», ha precisato il direttore dell'Abaq Marco Brandizzi - Lucrezia De Domizio, mecenate e operatrice culturale tra le più incisive degli ultimi 50 anni, non ha nascosto commozione ricevendo questo riconoscimento dal suo Abruzzo, la terra che ha reso immortale nell'arte del grande Joseph Beuys e di molti altri famosi artisti che, grazie a lei e al marito Buby Durini, hanno concentrato periodi della propria ricerca nella nostra regione. L'operazione Difesa della Natura di Beuys ne è senz'altro la testimonianza più forte e duratura, come si evince dall'installazione permanente di multipli di opere, fotografie, documenti e video "Don't forget Joseph Beuys", curata da Giorgio D'Orazio, donata dalla Durini e promossa dall'imprenditore Lorenzo Spatocco e dalla stessa Accademia, che da oggi è fruibile, insieme a un fondo di pubblicazioni specifiche, da parte di docenti e studenti, ma anche di studiosi e appassionati.
«Abbiamo davanti a noi l'avventura di una vita straordinaria», ha detto durante la laudatio il professor Enzo De Leonibus che ha caldeggiato e coordinato donazione e conferimento honoris causa, «la vita di una operatrice culturale come se ne incontrano poche, capace di dedicare e sacrificare tutte le proprie energie, sotto tutti i punti di vista, per l'arte contemporanea, per la crescita culturale del nostro tempo». Un lungo applauso e la standing ovation di un teatro accademico gremito di giovani, professori, cittadini e autorità ha preceduto la lectio magistralis di Lucrezia De Domizio. «In questi anni, dopo la scomparsa di Beuys, molto è stato scritto intorno al suo lavoro e alla sua vita nel mondo, ma troppo poco e, forse, deliberatamente, si è detto degli importanti segnali che nei suoi ultimi quindici anni di vita ha lasciato in Italia e specificatamente in Abruzzo, trasferendoli in molti paesi, là dove trovò l’humus fertile per spandere il suo credo fatto di amore e di fraterna collaborazione tra uomini liberi e creativi», ha detto la Durini dopo aver ringraziato tutti per l'importante riconoscimento. «Sono state tre le importanti discussioni pubbliche avvenute tra Pescara e Bolognano: Incontro con Beuys (1974), Istituto per la Rinascita dell’Agricoltura (1978), in cui si presentò per la prima volta in Italia la Free International University e il libretto rosso Terza Via, e Difesa della Natura (1984), un'operazione iniziata con l’Aratura Biologica del 1975 e tuttora in corso». (c.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.