Festival di Mezza Estate con musica di Bach Pro dirige la Syntagma

6 Agosto 2023

TAGLIACOZZO. Concerto al tramonto per la 39ª edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, firmata da Jacopo Sipari di Pescasseroli: nell’incantevole cornice del Santuario della Madonna dell’O...

TAGLIACOZZO. Concerto al tramonto per la 39ª edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, firmata da Jacopo Sipari di Pescasseroli: nell’incantevole cornice del Santuario della Madonna dell’Oriente a Tagliacozzo, oggi alle ore 19 saranno proposti tre dei sei Concerti Brandeburghesi di Johann Sebastian Bach, affidandone l’esecuzione all’Orchestra del progetto Syntagma, con direttore e solista Gabriele Pro (foto). Nel marzo del 1721, Bach raccolse sotto la dicitura “Sei concerti per più strumenti” alcuni brani, senz’altro composti in precedenza e separatamente. Non si tratta di un ciclo, ma il geniale compositore tedesco nel raggrupparli, e probabilmente completarli e modificarli, cercò chiaramente una coerenza complessiva. Il modello alla base è quello, semplice e flessibile, del concerto grosso di Torelli, Corelli e Vivaldi, con un piccolo gruppo (concertino) che si alterna con l’ensemble completo (ripieno) e una struttura in tre movimenti veloce-lento-veloce, ma la varietà di combinazioni strumentali e coloristiche nonché di trattamenti della forma è stupefacente. Si inizierà con il terzo in sol maggiore BWV 1048: qui l’organico, tre violini, tre viole e tre violoncelli, oltre al basso continuo, è anche timbricamente omogeneo, eppure Bach riesce a creare un caleidoscopio di sonorità, con continui cambiamenti di combinazioni strumentali ogni volta nuove. Il Quinto Concerto Brandeburghese in re maggiore, BWV 1050, che segue, è un brano più complesso, fin dalla scelta degli strumenti solisti: un violino, un flauto traverso e un cembalo concertante. È la prima volta che il ruolo solista in un concerto viene affidato a uno strumento a tastiera. Ultimo della serie, ma primo in ordine di composizione (1718), il sesto Concerto in si bemolle maggiore, BWV 1051 è, un Concerto per soli archi. La novità è che, mancando i violini, gli strumenti di suono medio e grave creano una sonorità inconfondibilmente scura e brunita.