Festival di Mezza Estate con musica di Bach Pro dirige la Syntagma

TAGLIACOZZO. Concerto al tramonto per la 39ª edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, firmata da Jacopo Sipari di Pescasseroli: nell’incantevole cornice del Santuario della Madonna dell’O...
TAGLIACOZZO. Concerto al tramonto per la 39ª edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, firmata da Jacopo Sipari di Pescasseroli: nell’incantevole cornice del Santuario della Madonna dell’Oriente a Tagliacozzo, oggi alle ore 19 saranno proposti tre dei sei Concerti Brandeburghesi di Johann Sebastian Bach, affidandone l’esecuzione all’Orchestra del progetto Syntagma, con direttore e solista Gabriele Pro (foto). Nel marzo del 1721, Bach raccolse sotto la dicitura “Sei concerti per più strumenti” alcuni brani, senz’altro composti in precedenza e separatamente. Non si tratta di un ciclo, ma il geniale compositore tedesco nel raggrupparli, e probabilmente completarli e modificarli, cercò chiaramente una coerenza complessiva. Il modello alla base è quello, semplice e flessibile, del concerto grosso di Torelli, Corelli e Vivaldi, con un piccolo gruppo (concertino) che si alterna con l’ensemble completo (ripieno) e una struttura in tre movimenti veloce-lento-veloce, ma la varietà di combinazioni strumentali e coloristiche nonché di trattamenti della forma è stupefacente. Si inizierà con il terzo in sol maggiore BWV 1048: qui l’organico, tre violini, tre viole e tre violoncelli, oltre al basso continuo, è anche timbricamente omogeneo, eppure Bach riesce a creare un caleidoscopio di sonorità, con continui cambiamenti di combinazioni strumentali ogni volta nuove. Il Quinto Concerto Brandeburghese in re maggiore, BWV 1050, che segue, è un brano più complesso, fin dalla scelta degli strumenti solisti: un violino, un flauto traverso e un cembalo concertante. È la prima volta che il ruolo solista in un concerto viene affidato a uno strumento a tastiera. Ultimo della serie, ma primo in ordine di composizione (1718), il sesto Concerto in si bemolle maggiore, BWV 1051 è, un Concerto per soli archi. La novità è che, mancando i violini, gli strumenti di suono medio e grave creano una sonorità inconfondibilmente scura e brunita.