Film per famiglie, horror e il grande Ligabue

Arrivano il cartone Disney-Pixar “Onward”, un cupissimo “Gretel e Hansen” e il premiatissimo “Volevo nascondermi”
Le novità cinematografiche che oggi segnano la riapertura di molte sale sono il cartone Disney-Pixar “Onward – Oltre la magia” e l’horror “Gretel e Hansel”, insieme alla riproposta di “Volevo nascondermi”, ultimo titolo uscito brevemente nei cinema prima della chiusura dell’8 marzo.
Film per famiglie diretto da Dan Scanlon Onward è ambientato in un mondo fantastico popolato da elfi, centauri, unicorni, manticore, dove alla magia si è sostituita la tecnologia. Protagonisti i due fratelli elfi Lightfoot, adolescenti nerd, il saggio Ian e il fanciullone Barley. Vivono a New Mushroomton, orfani del padre Wilden. Per il 16° compleanno di Ian mamma Laurel dà ai ragazzi un regalo di Wilden: un bastone magico, una gemma rara e una lettera che descrive l’incantesimo che può farlo risorgere per un giorno. E inizia l’avventura dei due ragazzi.
Gretel e Hansen di Oz Perkins rilegge il classico “Hänsel und Gretel” del 1812 dei fratelli Wilhelm e Jacob Grimm, accentuando gli aspetti più cupi e horror della favola ambienta nella Germania medioevale devastata da miseria e carestia. Sophia Lillis e Sammy Leakey interpretano i due bambini cacciati di casa dalla madre, che non può più provvedere a loro. Gretel si addentra nel bosco col fratellino alla ricerca di cibo e riparo, ma non sa che la foresta è piena di pericoli. I due credono di trovare rifugio in una casa dal profumo di dolci. Qui la vecchia Holda (Alice Krige) offre loro alloggio e cibo in cambio di aiuto nei lavori domestici. Gretel, però, si insospettisce presto.
Nastro d’argento come film dell’anno, in trionfo alla Berlinale con l’Orso d'argento al suo interprete Elio Germano, Volevo nascondermi è il quarto lungometraggio di Giorgio Diritti, che 43 anni dopo lo sceneggiato televisivo Rai di Salvatore Nocita, capolavoro con l’indimenticabile Flavio Bucci, racconta nuovamente la tormentata diversità, la vita disgraziata e l’arte irripetibile di Antonio Ligabue, pittore e scultore naïf. Dopo la morte della madre emigrata in Svizzera, il Toni viene affidato a una coppia svizzero-tedesca ma problemi psicofisici lo porteranno all’espulsione. Viene mandato a Gualtieri, in Emilia, luogo d’origine del presunto padre. Qui “el tudèsc” vive anni in estrema povertà sulle rive del Po finché lo scultore Mazzacurati lo incoraggia a dipingere.