“Filumena Marturano” al Caniglia per la regia di Liliana Cavani

SULMONA. Debutto magistrale della regista Liliana Cavani nella prosa, va in scena oggi alle 18 al teatro Caniglia di Sulmona “Filumena Marturano” con Geppy Gleijeses e Mariangela D'Abbraccio....
SULMONA. Debutto magistrale della regista Liliana Cavani nella prosa, va in scena oggi alle 18 al teatro Caniglia di Sulmona “Filumena Marturano” con Geppy Gleijeses e Mariangela D'Abbraccio. Definito «lo spettacolo dell’anno», sei minuti di applausi in ogni replica nei migliori teatri della Penisola, la pièce forse la commedia italiana del dopoguerra più conosciuta e rappresentata all’estero di Eduardo De Filippo viene messa in scena in totale autonomia espressiva, senza imitazioni del grande autore-attore napoletano.
Nel dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all’amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, De Filippo dichiarava di aver inteso rappresentare un’allegoria dell’Italia lacerata e in larga misura depauperata anche moralmente, e prefigurarne la dignità e la volontà di riscatto.
Scrive Liliana Cavani nelle sue note di regia: «Ho accettato l’invito generoso e ottimista di Geppy Gleijeses quando mi ha proposto questo lavoro. È un testo che mi piace moltissimo da sempre, ho anche amato il film di De Sica con Sofia Loren e Mastroianni. È un’opera di grande impegno morale e oltretutto in anticipo sui tempi e scritto senza retorica, ma con la naturalezza della vita. Un capolavoro. Filumena e Domenico sono al centro di un problema etico antichissimo e sempre attuale: di chi sono i figli, i figli nati fuori dal matrimonio? Al tempo di questa scrittura (1946), la legge non proteggeva questi “figli” considerati “illegittimi” (fuori dalla legge), una legge ferma al Medioevo. Filumena vi si ribella con la lucidità e una forza così generose da riuscire a trascinare l’ignaro borghese Domenico a capire il valore degli affetti fondamentali delle nostre vite. Sono stata fortunata ad avere due attori perfetti per il ruolo. Mi ci sono appassionata ed ho lavorato con la felicità che provo con i film».