Finalista al Premio Croce il fumetto sui Martiri ottobrini

31 Gennaio 2024

LANCIANO. È entrato nella cinquina finalista del Premio nazionale di cultura “Benedetto Croce” l'ultimo lavoro del disegnatore e fumettista lancianese Ernesto Carbonetti dal titolo “Partigiano”,...

LANCIANO. È entrato nella cinquina finalista del Premio nazionale di cultura “Benedetto Croce” l'ultimo lavoro del disegnatore e fumettista lancianese Ernesto Carbonetti dal titolo “Partigiano”, graphic novel, ovvero un romanzo a fumetti, incentrato sulla figura del partigiano lancianese Americo Di Menno Di Bucchianico che guidò la rivolta dei martiri ottobrini del 5-6 ottobre 1943 a Lanciano. Il libro di Carbonetti (Carabba, 2023), celebra a ottant’anni di distanza la Resistenza del Sud sviluppatasi lungo la linea Gustav ed ancora poco conosciuta. La figura di Americo Di Menno Di Bucchianico, elettricista, è anch’essa poco nota, forse per la sua precoce scomparsa a guerra finita. Invalido ad una gamba, Di Menno Di Bucchianico era stato arruolato dal Regio Esercito, spedito in Albania e poco dopo congedato per motivi di salute. Aveva un forte spirito antifascista resistenziale, che condivise con il medico ebreo ungherese Carlo Shoenheim, internato a Lanciano, e con il quale organizzò il primo gruppo partigiano, composto da ex militari, già a metà settembre 1943. Un altro gruppo, più elitario, si costituì intorno a Federico Mola, noto intellettuale antifascista. La rivolta lancianese fa parte di un’ampia letteratura storiografica, dove primeggia la pubblicazione di Gianni Orecchioni intitolata “Il fascismo, la guerra, la rivolta” (Carabba) che raccoglie documenti, interviste e altro materiale sparso su riviste e giornali anche stranieri. I patrioti lancianesi si erano procurati le armi nella maniera più avventurosa e la rivolta scoppiò quasi per caso, in anticipo sui tempi programmati, in località Pozzo Bagnaro. Ci furono le prime vittime tra i giovani lancianesi (Trentino La Barba ricordato per la sua uccisione barbara, Pino Marsilio che si comunicò prima di imbracciare il fucile e morire in combattimento), ma anche tra i soldati tedeschi, alcuni dei quali, feriti gravemente, vennero portati all’ospedale frentano dagli stessi lancianesi. Il 6 ottobre fu il giorno di intensi combattimenti, che convinse il comando tedesco a richiamare rinforzi. La rivolta si spense gradualmente e si temette la distruzione della città per rappresaglia. Non avvenne per intercessione del vescovo Tesauro. Di Menno Di Bucchianico disse che i suoi compagni avevano combattuto «pur sapendo di dover perdere contro un nemico barbaro che terrorizza il mondo intero», animati, scrisse Giovanni Nativio, da una «ispirazione risorgimentale».