Fiorella Mannoia la Combattente «Canto le donne che lottano»

ROMA. Che fosse battagliera è cosa nota, ora Fiorella Mannoia lo dichiara con un disco, che è la sua storia di “Combattente”, ma anche quella di tutte le donne che resistono e lottano ogni giorno, a...
ROMA. Che fosse battagliera è cosa nota, ora Fiorella Mannoia lo dichiara con un disco, che è la sua storia di “Combattente”, ma anche quella di tutte le donne che resistono e lottano ogni giorno, a partire da Alessia Donizetti, l'atleta paraolimpica protagonista del video della canzone che dà il titolo all'album. Proprio in quel brano la Mannoia dice di ritrovarsi in pieno: «Mi sembra abbastanza autobiografico, ma tutto il disco lo è, sono tutte storie di donne che combattono per le stesse cose, per la ricerca di affermazione, di identità. “Combattente” mi rappresenta ma non sono presuntuosa, so di non essere l'unica, combattiamo tutti, per un'idea, un'ingiustizia, un traguardo».
Al fianco della Mannoia, in questo lavoro, amici come Giuliano Sangiorgi, che ha firmato “L'ultimo Babbo Natale”, e Ivano Fossati, con cui ha scritto “La terra da lontano”, che suggella il lavoro di inediti insieme alla Budapest Art Orchestra. Come in “Sud”, la Mannoia ha scritto le parole, Fossati la musica: «Dieci anni fa non lo avrei creduto possibile, poi per “Sud”, per la prima volta, ho sentito il desiderio di scrivere io i testi e volevo il suo parere, ci tenevo al suo giudizio, e lui si è proposto di scrivere la musica. Tutto questo si è ripetuto per “La terra da lontano”, ma questa volta gli ho chiesto io di musicarla». Federica Abbate e Cheope, oltre a “Combattente”, hanno firmato anche “Nessuna conseguenza”, brano che parla della violenza psicologica sulle donne da parte di chi pensa siano loro proprietà. È uno dei temi che sta a cuore alla Mannoia, attenta anche al problema del lavoro al femminile: «Abbiamo fatto tanti progressi ma si fa fatica, non si può mai abbassare la guardia, soprattutto con la crisi, che le donne subiscono più di tutti». Di questo parla anche il film che riporta la Mannoia sulle scene dopo una breve esperienza da ragazza: è “7 minuti” di Michele Placido, che l'ha fortemente voluta per vestire i panni di un'operaia insieme ad Ambra Angiolini e Violante Placido, Cristiana Capotondi e Ottavia Piccolo. In questo momento «molto complicato», lei sente di dover «tenere sempre gli occhi ben aperti, per far sentire le persone meno sole, chi ha la fortuna che ho avuto io, ha il dovere di non girare le spalle».
La Mannoia dal primo dicembre tornerà a esibirsi per presentare il nuovo disco: si parte da Bergamo per finire a Roma tre giorni prima di Natale. Poi forse ci potrebbe essere posto anche per Sanremo: «Chi lo sa? Io non dico mai di no a niente, vediamo», conclude, «cosa succede».
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