Fiorella: «Personale è un album di note parole e fotografie»

27 Marzo 2019

MILANO. «Bisogna guardarsi intorno, ognuno deve fare la sua parte, come può e dove può, deve rimettere in circolo amore, che sembra una parola buonista».È la riflessione di Fiorella Mannoia sul...

MILANO. «Bisogna guardarsi intorno, ognuno deve fare la sua parte, come può e dove può, deve rimettere in circolo amore, che sembra una parola buonista».
È la riflessione di Fiorella Mannoia sul singolo “Il peso del coraggio” che ha anticipato l’album “Personale”, in uscita in cd e digitale il 29 marzo e dal 12 aprile anche in vinile, con foto dell’avezzanese Francesco Scipioni. «Ebbi una conversazione con Amara, 5 giorni dopo mi disse che aveva una canzone, scritta con la collaborazione di Maria Luisa de Prisco, me l’ha mandata: l’ho sentita e mi sono detto che è la canzone che ci vuole oggi», racconta l’interprete romana. «È su una donna che non deve smettere mai di imparare il mestiere della vita, affrontandola sul campo e non dagli spalti, senza risparmiarsi».
In questo album Mannoia porta 13 storie di riflessione – su se stessi, sull’umanità, sulla vita, sui sentimenti – grazie ad autori come Ivano Fossati, Luca Barbarossa, Amara, Bungaro, Cheope, Federica Abbate, Zibba, Daniele Magro, Rakele, Giulia Anania, Cesare Chiodo, Maria Luisa de Prisco, Antonio Carluccio, quest’ultimo ha duettato con la cantante in “Creature”, brano in napoletano. «È nato tutto per caso quando il disco era già chiuso», ricorda la cantante. «Antonio non lo conoscevo e quando ho sentito questa canzone me ne sono subito innamorata anche se parlava di una realtà che non è la mia. È una fotografia impetuosa non solo napoletana: finché non c’è giustizia sociale questi problemi non si risolveranno mai, perché delinquere è preda di tutti. Qui Napoli è solo un pretesto».
In questo disco ha scritto poco?
Scrivere è un’ispirazione. Continuo a essere una interprete, quello che avevo scritto non mi sembrava per questo momento: su alcune canzoni sono entrata con la mia personalità, mentre “L’amore è sorprendente” l’ho scritta con Bungaro e Cesare Chiodo».
Come è arrivata al titolo dell’album: “Personale” e alla scelto di abbinare un’immagine a ogni canzone?
«Questo album è anche una piccola e umile personale di fotografie. Per me la canzone è musica e parole e la foto è fermo immagine da abbinare a una di esse per rafforzarne il racconto. Le foto le ho scelte in base ai testi e le ho scattate negli ultimi due anni a Salvador De Bahia, Minsk, Londra, Siviglia, Nizza, Bari, Napoli e Roma. Perciò “personale” anche come visione del mondo. E anche una personale che mi ha fatto cambiare la percezione della realtà: ora cammino come un cacciatore e fotografo tutto, oramai una passione».
Anche in questo disco tocca problematiche femminili.
«Non bisogna avere mai paura di alzarsi in piedi. Ognuno ha i suoi diritti, la sua schiena per sopportare il peso delle proprie scelte, con sentimenti che stupiscono e sorprendono. Attenzione alla maschera d’amore dietro cui spesso si nasconde solo violenza, amori finiti che è doloroso accettare, in cui la rassegnazione è mista alla rabbia di aver raggiunto il limite».
A maggio partirà il Personale Tour che la vedrà protagonista nei teatri italiani per presentare il suo nuovo progetto discografico: il 9 agosto sarà, al Teatro D’Annunzio di Pescara.
«L’Abruzzo ce l’ho nel cuore per il terremoto all’Aquila, con Amiche per l’Abruzzo facemmo un concerto a sostegno della popolazione duramente colpita e sottoposta a un impari rialzarsi. Per il tour siamo nella fase più difficile: la scaletta è sempre una roba che non ti fa dormire la notte, voglio metterci queste canzoni del disco, ci metterò le canzoni del passato, e vediamo per le foto, anche se è complicato portarle in concerto. Sarà più o meno la stessa band e vogliamo dare molto spazio alla musica, ci si potrà divertire con meno elettronica e più musica suonata».
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