Fiorello: «Il cinema è magia e io qui ve la racconto»

20 Giugno 2023

Il regista con i protagonisti di “Stranizza d’amuri” apre a Pescara il Concorso Flaiano Opera prima

PESCARA. Sala stracolma e coda all’ingresso del cinema Sant’Andrea di Pescara ad accogliere Beppe Fiorello e il suo bel film “Stranizza d’amuri”, che ieri sera ha aperto il Concorso Opera prima e seconda del 50° Flaiano Film Festival.
Con l’attore di tanta fiction tv in città con la sua prima regia, ci sono il direttore artistico del Fff Riccardo Milani, e i due protagonisti, i giovani Gabriele Pizzurro e Samuele Segreto. E da un ricordo importante proprio con Milani regista, Fiorello apre il suo incontro con il pubblico: «Abbiamo girato insieme la miniserie Rai “Volare - La grande storia di Domenico Modugno”. Io e Riccardo fantasticavamo su come restituire questo personaggio, non volevo imitarlo ma raccontarlo, ne avevo un timore reverenziale. A sbloccarmi fu sua moglie, la signora Franca: stavo provando Volare, cantavo (e accenna una strofa ndc) e lei fa: “Ma questo è Mimmo!”. E io stupito: no sono io. E tutto andò liscio». Poi “Stranizza d’amuri”: «Il film ha tenuto bene, tanto che ho chiesto al distributore di allungare il tempo in sala. Io credo che i film si scoprano soprattutto dopo un po’, quando il pubblico li ha fatti propri. E mi sono sentito in dovere di continuare il tour di lancio, che è la prova che la gente ci vuole andare al cinema e vuole trovare anche noi che raccontiamo i segreti della lavorazione del film ed entrare nella magia del cinema. A proposito di magie», racconta, «era settembre e giravamo in Sicilia che per le scene doveva essere arsa dal sole, invece venne giù un uragano. Quindi con i tecnici abbiamo lavorato tanto per rendere l’effetto contrario al meteo. Questa è un’opera collettiva, realizzata da tutte le maestranze, non solo attori, e qualsiasi riconoscimento è dovuto a tutti, perché insieme si realizza il sogno del cinema». La storia di un amore omosessuale ha fatto discutere. «Il film racconta una amicizia profonda accerchiata dalla paura, l’innamoramento tra due persone che spaventa. Come regista ho lavorato per fare del film il veicolo di un’emozione e non un argomento da dibattito televisivo». Pizzurro e Segreto lo guardano ammirati: «Fiorello non ci ha lasciato un attimo, dalla lettura del copione alla fine, non ci poteva essere regista migliore» dice il primo. E Samuele: «Venivo da Amici, ero in un’altra realtà, il set mi ha un po’ scioccato, ma è stata una esperienza meravigliosa».