Fiorello: non sono un reporter ma invito a comprare i quotidiani

11 Maggio 2016

MILANO. Quando il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, «mi ha chiamato per dirmi che avevo ricevuto il premio “È giornalismo”, prima ho pensato che intendesse quello “Non è giornalismo” poi ho...

MILANO. Quando il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, «mi ha chiamato per dirmi che avevo ricevuto il premio “È giornalismo”, prima ho pensato che intendesse quello “Non è giornalismo” poi ho detto: ma siete sicuri?».

Così Fiorello, nel corso della cerimonia di premiazione, ieri a Milano, ha commentato la scelta della giuria di assegnare a lui il premio “È giornalismo” 2015, per la sua rassegna stampa “Edicola Fiore”. Il premio è stato fondato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca e dall'imprenditore Giancarlo Aneri. In giuria oltre ad Aneri, Giulio Anselmi, Mario Calabresi, Paolo Mieli, Gianni Riotta, Gian Antonio Stella.

Fiorello, salito sul palco a ritirare il riconoscimento, ha tenuto un piccolo show. «Dare un premio giornalistico a me», ha detto, «è come dare il riconoscimento di showman dell'anno a Giovanni Floris».

Con “Edicola Fiore” «faccio un tipo di informazione un pò particolare», ha spiegato, «promuovo la carta stampata nell'era del web. Ogni mattina invito la gente a leggere il giornale in un mondo in cui le notizie ci arrivano sul tablet e dobbiamo cercare di distinguere nel flusso quelle vere da quelle false».

Poi un appello a «comprare i giornali in edicola, leggerli e magari conservare qualche articolo, qualche ritaglio di giornale». Fare il giornalista «è come fare il prete», ha scherzato, «ti arriva la chiamata e lo diventi, come me oggi». In giugno, “Edicola Fiore” diventerà, come già annunciato, una trasmissione tv con 9 puntate «di prova». Fiorello non ha voluto svelare la rete che ospiterà la squadra, la stessa che tutte le mattine alle 7 intrattiene il pubblico.

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