Fiorello: non sono un reporter ma invito a comprare i quotidiani

MILANO. Quando il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, «mi ha chiamato per dirmi che avevo ricevuto il premio “È giornalismo”, prima ho pensato che intendesse quello “Non è giornalismo” poi ho...
MILANO. Quando il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, «mi ha chiamato per dirmi che avevo ricevuto il premio “È giornalismo”, prima ho pensato che intendesse quello “Non è giornalismo” poi ho detto: ma siete sicuri?».
Così Fiorello, nel corso della cerimonia di premiazione, ieri a Milano, ha commentato la scelta della giuria di assegnare a lui il premio “È giornalismo” 2015, per la sua rassegna stampa “Edicola Fiore”. Il premio è stato fondato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca e dall'imprenditore Giancarlo Aneri. In giuria oltre ad Aneri, Giulio Anselmi, Mario Calabresi, Paolo Mieli, Gianni Riotta, Gian Antonio Stella.
Fiorello, salito sul palco a ritirare il riconoscimento, ha tenuto un piccolo show. «Dare un premio giornalistico a me», ha detto, «è come dare il riconoscimento di showman dell'anno a Giovanni Floris».
Con “Edicola Fiore” «faccio un tipo di informazione un pò particolare», ha spiegato, «promuovo la carta stampata nell'era del web. Ogni mattina invito la gente a leggere il giornale in un mondo in cui le notizie ci arrivano sul tablet e dobbiamo cercare di distinguere nel flusso quelle vere da quelle false».
Poi un appello a «comprare i giornali in edicola, leggerli e magari conservare qualche articolo, qualche ritaglio di giornale». Fare il giornalista «è come fare il prete», ha scherzato, «ti arriva la chiamata e lo diventi, come me oggi». In giugno, “Edicola Fiore” diventerà, come già annunciato, una trasmissione tv con 9 puntate «di prova». Fiorello non ha voluto svelare la rete che ospiterà la squadra, la stessa che tutte le mattine alle 7 intrattiene il pubblico.
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