Gaudino salva gli italiani Toto Leone, Egoyan in pole
VENEZIA. Il riscatto alla fine, ma proprio alla fine con l’ultimo dei film presentati a Venezia 72, è arrivato anche per l’Italia. Il quarto dei nostri film in concorso, “Per amor vostro” di Giuseppe...
VENEZIA. Il riscatto alla fine, ma proprio alla fine con l’ultimo dei film presentati a Venezia 72, è arrivato anche per l’Italia. Il quarto dei nostri film in concorso, “Per amor vostro” di Giuseppe Gaudino con Valeria Golino splendida protagonista, è una scommessa vinta e un’occasione diversa per il cinema italiano, dotato di capacità visionaria, immaginifica, rara nel cinema nostran.
“Per amor vostro” è la storia di Anna, una donna che negli anni ha accettato, per amore degli altri, talmente tante cose che la sua vera natura si è appannata. Per amore dei tre figli e della famiglia, ha lasciato che la sua vita si spegnesse, lentamente. Fino a convincersi di essere una “cosa da niente”: ma un lavoro le dà finalmente la forza di reagire. Alternando il bianco e nero della realtà grigia e incolore alla variopinta dimensione del sogno e del ricordo, Gaudino opera un contrasto tra la vita sperata e quella vissuta, mentre un mare torbido e passionale («molto freudiano», precisa il regista) si muove limaccioso sotto le finestre.
Anna è dipinta come una sorta di “santa”, dice ironicamente Gaudino, fecondo riferimento alle icone del barocco napoletano cui attinge a piene mani. «Una storia al femminile, in cui i due uomini intorno a lei sono due aspetti del Male. Ci interessava raccontare il rischio di una donna che non vede più, non ha più il senso della realtà», aggiunge il regista. Il marito Massimiliano Gallo, strozzino, e Adriano Giannini che la usa per vendette personali costituiscono due lati della stessa medaglia: «Non ci sono sfumature sul Male», conferma Gaudino. Valeria Golino è felice perché il film alla fine si è fatto ed è stato selezionato dalla Mostra: «Mesi fa sembrava non se ne facesse più nulla, oggi invece grazie a un’ampia coproduzione ci siamo riusciti superando problemi enormi». Più produttori che attori alla presentazione scherza Riccardo Scamarcio, anch’egli al tavolo per la Buena Onda, che si è aggiunta alla Gaundrì di Gaudino, alla Ubu che distribuirà il film dal 17 settembre, a Eskimo, Figli del Bronx, Bea e Minerva.
Intanto al Lido il Totoleone impazza. Oggi le premiazioni con la cerimonia in Sala Grande, condotta dalla madrina Elisa Sednaoui che dal Lido si è assentata qualche giorno per tornare a Londra dove il figlio cominciava l’asilo. Chi saranno i vincitori? Il ritorno di Piero Messina con smoking al seguito ha fatto molto parlare: solo per il “Leoncino” che gli è stato assegnato da una giuria di giovanissimi di Agiscuola, o magari anche opera prima?
Se alla vigilia “Francofonia”di Aleksandr Sokurov è l’unico film condiviso da pubblico e critica, chance ne hanno anche “Rabin, the last day” di Amos Gitai, o “Remember” di Atom Egoyan, sul rapporto tra persecuzione e vendetta. Proprio quest’ultimo sembra incontrare i gusti del presidente Cuarón. Molto quotato sarebbero “11 minuti” di Jerzy Skolimovski e l’argentino “El clan” di Pablo Trapero. La Coppa Volpi femminile vede alla vigilia in pole la soprano mancata di Catherine Frot in “Marguerite” con le alternative Tilda Swinton e Valeria Golino; per i ruoli maschili si va dal doppio personaggio di Eddie Redmayne in “The Danish girl” di Tom Hooper all’ebreo vendicativo di Christopher Plummer; dal comandante Idris Elba di “Beasts of no nation” al giudice Fabrice Luchini de “L’Hermine”.
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