Gazzè e Silvestri tra nuovo disco e rabbia: «Fateci lavorare»

9 Aprile 2021

ROMA. «Quest’estate riprenderemo a fare i live. Siamo stufi, bisogna tornare a lavorare». Max Gazzè e Daniele Silvestri sono fermi sulle loro posizioni: il settore dello spettacolo dal vivo deve...

ROMA. «Quest’estate riprenderemo a fare i live. Siamo stufi, bisogna tornare a lavorare». Max Gazzè e Daniele Silvestri sono fermi sulle loro posizioni: il settore dello spettacolo dal vivo deve ripartire e deve farlo presto, per non morire. I due artisti, tra i pochi che l’anno scorso accettarono la sfida di andare in tour pur con tutte le limitazioni del caso, sono pronti a rimettersi in gioco anche quest’anno.
«Vorrei evitare altre gravi pandemie», ribadisce Gazzè, che ha presentato il suo nuovo disco “La Matematica dei Rami” con la Magical Mistery Band di cui fa parte anche Silvestri, «e per questo riprenderò con lo staff al completo, senza riduzioni di personale. E invito tutti i colleghi a organizzare concerti, e a farlo ora per non arrivare troppo tardi». «L’anno scorso in pochi immaginavano che si sarebbe riuscito a fare qualcosa», aggiunge Silvestri. «Noi lo abbiamo fatto, dando respiro a una trentina di famiglie. Quest’anno a maggior ragione lo rifaremo: l’obiettivo minimo è ripartire da ciò che si è fatto l’estate scorsa. Su 200mila persone coinvolte negli spettacoli dal vivo è stato registrato un solo caso di positività: forse questo avrebbe dovuto far pensare che anche al chiuso, con le dovute precauzioni, qualcosa si poteva fare. Ci sono stati errori, anche per eccessive cautele». Polemiche sì, «perché a volte servono pure quelle», e «se non si dovesse suonare, più che la polemica, servirà armarsi». Ma i due artisti sono convinti che il Governo cercherà una soluzione: «non si può andare avanti così, troveranno il modo per far sì che si torni a lavorare». D’accordo entrambi che in questa situazione difficile sarebbe stata utile una struttura che tutelasse i diritti dei lavoratori dello spettacolo. «C’è stata un’accelerazione in questo senso. Tanti tavoli per definire le tante figure che gravitano in questo ambito, ma uno dei problemi è il confronto con le istituzioni. Qualcosa si sta muovendo», avverte Silvestri. «Anche grazie a Matteo Orfini. Presto arriverà l'annuncio di una bella iniziativa, anche perché il ministro Franceschini vuole agire, ma comincia a essere ridicolo che non si sappia come fare. Bisogna ascoltare il settore per capire da dove partire ed evitare che un’eccellenza a livello globale muoia».