Gerry Scotti diventa vignaiuolo «Realizzo il sogno di una vita»

8 Aprile 2017

MILANO. Un rosso barbera, un bianco riesling e un rosato pinot nero. Comincia da tre vini – prodotti nella campagne dell’Oltrepo pavese dove da bambino seguiva la vendemmia nella vigna del nonno...

MILANO. Un rosso barbera, un bianco riesling e un rosato pinot nero. Comincia da tre vini – prodotti nella campagne dell’Oltrepo pavese dove da bambino seguiva la vendemmia nella vigna del nonno – il ritorno alle origini di Gerry Scotti, 61 anni, conduttore televisivo, attore, una delle figure simbolo di Mediaset. «Ci pensavo da anni, continuando a ripetermi “a 60 anni smetto con la tv e torno nelle mie terre a produrre vino”», racconta all’Ansa. «Poi ho deciso che potevo fare televisione e dedicarmi al mio sogno». Gerry Scotti presenterà lunedì al “Vinitaly”, il Salone internazionale di vini e distillati che si svolge a Verona dal 9 al 12 aprile, la sua linea di vini.

Per la foto sull’etichetta sotto il marchio “Nato in una vigna”, un suo selfie mentre annusa con aria soddisfatta il contenuto di un bicchiere. Mettere in pratica il suo sogno, ammette, è stato meno veloce del previsto. «L’agricoltura ci insegna che non devi avere fretta e nell’enologia bisogna avere ancora più pazienza», dice. «Ho inoltre capito subito che non avrei mai potuto iniziare da solo qualcosa che non conosco, perché, come dicono a Milano, “Ofelè, fa el tò mestè” ossia “pasticciere, fa il tuo mestiere”. Così quando si è sparsa la voce che cercavo un vigneto, mi sono arrivate offerte da diverse regioni», continua il popolare conduttore, «ma io volevo che questo mio sogno fosse anche un omaggio alla mia terra, l’Oltrepo».

La vigna ideale l’ha trovata a Canneto Pavese dalla famiglia Giorgi, che già conosceva, titolare di una rinomata e premiata cantina. Un ettaro di vigna, un accordo di 3 anni, e ora sono pronte le prime 50.000 bottiglie. «Comincio con un bianco, un rosso e un rosato, ma non è escluso che allargherò la produzione», racconta ancora Gerry. «Saranno distribuiti nei supermercati, via Internet e spero anche nei ristoranti, ad un prezzo che ritengo non troppo alto, ma adatto ad un vino di buona qualità: sotto i 10 euro». Ha scelto anche nomi legati al territorio: Regiù (ossia capofamiglia) per il rosso, Mesdì (mezzogiorno) per il bianco rieslin doc e Pumgranin (melograno) per il rosato pinot nero doc. «Vedo come andrà questa esperienza, poi potrei dedicarmi anche ad altro, diventare un vero e proprio brand», continua, «e lanciare un olio, una pasta, della marmellata con il mio nome». Ma nel frattempo Gerry continuerà anche con la tv. A maggio torna con il preserale su Canale 5 “Caduta Libera”, quindi con alcune puntate in prima serata di “The Winner is”, mentre per l'autunno prepara un nuovo preserale: “The wall”.