Gesti sospesi nel tempo sulle tele di Sannicandro La mostra “Arcani” a Roma

Il quotato artista teramano espone al Museo Fondazione “Crocetti” Inaugurazione nella ricorrenza della scomparsa dello scultore giuliese
TERAMO. Propezzano, Teramo, Roma, dall’opera corale “Vite” agli abbracci di “Ama” alle figure archetipiche di “Arcani” prosegue di mostra in mostra la riflessione artistica e poetica di Fabrizio Sannicandro sul senso della collettività.
Riflessione offerta allo sguardo del visitatore attraverso una pittura, vivificata da manualità e tecniche tradizionali, che si esprime in immagini forme e figure come racconti senza fine, in cui tempo e memoria si confondono in atmosfere sospese. Il quotato artista teramano espone da giovedì 3 febbraio al Museo Fondazione Crocetti di Roma la personale “Arcani”, curata da Antonello Tolve. La data di apertura della mostra (inaugurazione alle 18) coincide con la ricorrenza della morte dello scultore giuliese Venanzo Crocetti, avvenuta a Roma il 3 febbraio 2003 (era nato nel 1913), a cui sono intitolati lo spazio museale sulla Cassia e la Fondazione, presieduta da Carla Ortolani, che ogni anno nell’occasione ospita la personale di un artista abruzzese nel luogo che raccoglie e custodisce l’opera del maestro.
La mostra “Arcani”, che resterà allestita fino al 2 aprile, è stata realizzata grazie al contributo della Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del ministero della Cultura. L’esposizione è accompagnata dal catalogo edito da Vanillaedizioni, con testi di presentazione di Carla Ortolani, Antonello Tolve, Maria Letizia Paiato, e un’intervista all’artista a cura di Maria Vittoria Pinotti. Nucleo di questo nuovo progetto espositivo di Fabrizio Sannicandro, pensato ad hoc per il Museo Crocetti, è una serie di straordinarie opere pittoriche che, spiega il curatore Tolve, «traccia un ideale percorso lungo le vie di un immaginario collettivo. Coerente al proprio stile, saldamente ancorato a un fare pittorico colto e ricco di richiami che attraversano il Novecento, Sannicandro costruisce pazientemente i suoi scenari, luoghi dove esseri silenziosi e preziosi sembrano riporsi – riposare, aspettare – sulla tela quasi a togliere la voce al colore (e) colpisce, a primo acchitto, un certo qual desiderio di sospendere il tempo, di smagliare l’iconicità, di schiacciare lo sguardo dello spettatore su superfici sovrastoriche o sovrageografiche, indicative d’un pensiero volto ad ascoltare il territorio del ricordo, d’una mente tesa a concepire come costituente la sostanza del mondo. In queste prime ed essenziali battute si concentra il senso più profondo della poetica dell’artista. Nelle figure qui concepite e che partono da una personale rielaborazione sul senso e significato degli archetipi junghiani, si concentrano tracce di realtà bloccate sulle tele che sembrano frenarsi sull’idea dell’enigma, dell’arcano (dell’arca, dello scrigno) e dell’archetipo (del modello primario, dell’essenziale), dell’attesa di mistero che esse suscitano per chiudere il loro rappresentarsi un istante prima della verità: perché “vera”, volendo utilizzare le parole di Agamben, e di questo l’artista ne è pienamente cosciente, “è soltanto quella rappresentazione che rappresenta anche lo scarto che la separa dalla verità”».
Da qui la scelta di intitolare la mostra “Arcani” che, prosegue il curatore, «depauperati del loro lavoro folkloristico, si fanno immagini portanti e fondamentali nel processo di conoscenza e poi in quello creativo ma anche e soprattutto conduttori, in chi guarda, di nuovi orizzonti narranti il senso dell’umanità, della collettività». Orari di apertura Museo Crocetti (via Cassia 492): da lunedì a venerdì 11-13 e 15-19, sabato 11-19; domenica chiuso. Pe le visite obbligatori Green Pass rafforzato e mascherina Ffp2.