Giallini, Mastandrea e l’inno all’amicizia nelle ore dell’addio

28 Febbraio 2019

Domani è un altro giorno è il remake di Truman Torna von Trier con l’ultimo Ganz: La casa di Jack

È il remake di un bel film spagnolo di quattro anni fa sull’amicizia virile, il pluripremiato “Truman” del regista catalano Cesc Gay, la commedia drammatica Domani è un altro giorno di Simone Spada, da oggi nelle sale italiane. I romani Marco Giallini e Valerio Mastandrea interpretano i ruoli che furono dell’argentino Ricardo Darìn e dello spagnolo Javier Càmara, due fuoriclasse.
La storia è fotocopiata pari pari, con l’eccezione che il cane qui non si chiama Truman ma Pato. Amici da trent’anni, Giuliano (Giallini) e Tommaso (Mastandrea) si rivedono dopo molto tempo ritrovando subito affetto e complicità. Il primo, estroverso e seduttore, fa l’attore a Roma; il secondo, più riservato e ombroso, vive da anni in Canada dove insegna robotica. Giuliano è condannato da una diagnosi terminale e ha deciso di non curarsi più.
Ai due amici rimane il difficile compito di dirsi addio, e per farlo hanno solo un lungo weekend, quattro giorni. Ma per Giuliano ci sono anche il figlio Leo (Andrea Arcangeli) da salutare a Barcellona, l’affettuosa sorella Paola (Anna Ferzetti) da rassicurare e, preoccupazione principale,il cane Pato da sistemare. Nella colonna musicale la cover di “Domani è un altro giorno” di Ornella Vanoni cantata da Noemi.
Altro film italiano in uscita è la commedia Croce e Delizia di Simone Godano, con Alessandro Gassmann e Fabrizio Bentivoglio inaspettata coppia di innamorati. Sono rispettivamente il vedovo Carlo Petagna, ruvido ma sensibile, commerciante di pesce, e Tony Castevecchio, intellettuale narciso, vanitoso ed eccentrico come tutta la sua famiglia allargata. La disfunzionale e radical chic famiglia dei Castelvecchio e la solida e semplice famiglia Petagna si ritrovano in una vacanza estiva in villa dalle parti di Gaeta. Lì Tony e Carlo hanno intenzione di rivelare ai familiari il loro amore e l’imminente unione civile. Come la prenderanno le famiglie, soprattutto Penelope (Jasmine Trinca) e Sandro (Filippo Scicchitano, figlio di Bentivoglio in “Scialla!”), rispettivi primogeniti?
Altra novità il thriller britannico The Vanishing - Il mistero del faro, regia del danese Kristoffer Nyholm, ispirato a un fatto realmente accaduto nel 1990, quando da un’isola dell’arcipelago scozzese Flannan tre guardiani del faro scomparvero misteriosamente. Gerard Butler, Peter Mullan e Connor Swindells sono l’esperto James, il maturo Thomas e il giovane Donald, che arrivano su un’isola disabitata delle Ebridi Esterne per prestare servizio al faro per sei settimane. I giorni procedono uguali finché non arriva una barca con un naufrago in fuga e una cassa di lingotti d’oro. La rassicurante e noiosa routine cede il passo a sospetti, odio, paure, omicidi.
Un altro regista danese, il ben più noto Lars von Trier, scatenerà, come sempre accade coi suoi film, discussioni e indignazioni con il provocatorio La casa di Jack, interpretato da Matt Dillon in modalità assassino seriale e l’appena scomparso Bruno Ganz nei panni di una sorta di suo confessore. La truculenta storia è collocata negli Stati Uniti nel 1970. Ingegnere che vorrebbe fare l’architetto, lo psicopatico Jack (Dillon) ha tendenze ossessivo-compulsive. Dopo aver ucciso con un crick una signora che gli aveva chiesto un soccorso stradale (Uma Thurman la povera malcapitata), Jack scopre che uccidere gli dà piacere e si convince di dover continuare a farlo per raggiungere la perfezione assoluta. Ogni suo omicidio deve essere un'opera d'arte, sempre più complessa, e una sfida alla polizia. Tra citazioni dantesche (anche nel nome di Ganz, Virgi) e pittoriche (“Le radeau de la Méduse” di Géricault), sangue orrore e crudeltà assortite per una perturbante rivisitazione di Jack lo Squartatore e delle sue efferatezze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA