Giorno della memoria con lo Stabat Mater di Pergolesi all’Aquila

L’AQUILA. Con lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi il Conservatorio A. Casella dell’Aquila celebra il Giorno della Memoria. Domani alle 11.30, all’Auditorium del Conservatorio, l’Orchestra...
L’AQUILA. Con lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi il Conservatorio A. Casella dell’Aquila celebra il Giorno della Memoria. Domani alle 11.30, all’Auditorium del Conservatorio, l’Orchestra d’archi Casella si esibirà, con la direzione del M° Sabatino Servilio, per un evento che è diventato ormai istituzionale per la scuola di alta formazione musicale aquilana. Insieme al direttore Servilio, sul palco saliranno i violini Andrea Petricca e Mariabeatrice Pietroiusti, Giulio Sbernadori (viola), Matteo Scarpelli (violoncello), Marco Lepidi (contrabasso), e le voci soliste Lorena Grazia Scarselli, soprano, e Lisa Brandolini, contralto.
Saranno eseguiti i dodici numeri della composizione commissionata a Pergolesi nel 1734 dalla laica confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo, per officiare alla liturgia della Settimana Santa. Una stesura, questa di Pergolesi, fedele in linea di principio alla tradizione della musica sacra del XVII-XVIII secolo. Il lavoro di Pergolesi però presenta concezioni armoniche e melodiche innovative ed al passo con le tendenze della musica di scuola napoletana ed europea della metà del ‘700.
Si tratta di un’opera particolarmente adatta per celebrare Il Giorno della Memoria, ricorrenza istituita con la risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell’Olocausto.
«Il Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila», ha dichiarato il direttore Claudio Di Massimantonio, «ha dimostrato sempre grande sensibilità verso i temi che riguardano i drammi dell’umanità ed ha istituzionalizzato eventi legati a queste ricorrenze. Come ogni anno anche quest’anno ha voluto dare il suo contributo ricordando questa giornata affinché la comunità abbia un momento di riflessione sulle debolezze dell’uomo».