Giovanna Botteri: ce la faremo, ora apprezziamo l’imperfezione

SANREMO. Giovanna Botteri racconta all’Ariston l'inizio della pandemia, quando un anno fa la Cina capì di essere in guerra, poi invita Amadeus a chiudere gli occhi e a immaginare «quello che c’ è...
SANREMO. Giovanna Botteri racconta all’Ariston l'inizio della pandemia, quando un anno fa la Cina capì di essere in guerra, poi invita Amadeus a chiudere gli occhi e a immaginare «quello che c’ è oltre la telecamera: vedi la gente, che è lì a guardarci con affetto, senti i cuori che battono e quel battito significa calore, affetto. Senti che chi ci segue da lontano ci vuole bene per come siamo, anche se siamo imperfetti, e questo ti dà la forza di non sentirti più solo, di capire che puoi farcela, devi farcela. E noi ce la faremo, sono sicura». In nero, semplice ed elegante, laa giornalista, inviata della Rai nelle zone di guerra e dagli Stati Uniti alla Cina, dove si prepara a tornare tra fine marzo e inizio aprile, diventa inedita co conduttrice e non rinuncia, sintetica e ed efficace, al suo augurio. «Quando si è saputo che sarei venuta a Sanremo, qualcuno si sarà chiesto: è successo qualcosa? I tacchi alti, il vestito scosciato, il botox... Non succede niente di tutto questo, mi hanno chiamato per quella che sono, per raccontare le cose che racconto sempre. È la rivincita delle nerd, ovvero: “se ce l’ha fatta lei, possiamo farcela tutte”». «L’idea che si ascolti quello che una persone dice, senza guardare il capello perfetto, è anche una lezione che abbiamo avuto da questo anno e mezzo terribile: iniziamo ad apprezzare anche l'imperfezione», ha osservato ancora «Dobbiamo imparare a essere più tolleranti, più solidali, più vicini, anche se non rispettiamo tutti i canoni: siamo normali, viva la normalità».