Giovanna Melandri: «L’Abruzzo ama già il Maxxi L’Aquila»

La presidente della Fondazione del Museo Nazionale traccia un bilancio entusiasta dei primi 4 mesi di attività
Quattro mesi al...Maxxi. la presidente della Fondazione del Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, Giovanna Melandri, fa il punto della situazione sulla sede aquilana nell’intervista che segue.
Numeri, sensazioni e rapporti col territorio. Come procede?
«Con grande soddisfazione: sono stati mesi fenomenali, con risultati che non sono punto d’arrivo, ma di partenza, per continuare a progettare, insieme a questa città, alla comunità artistica, culturale e scientifica, nuove collaborazioni e interazioni. Era questo lo spirito col quale abbiamo creato la nuova sede Maxxi. Il dato più crudo sono i 12.432 visitatori, di cui circa il 45% di questa regione».
Che significa per voi?
«È molto importante: oltre 5mila abruzzesi sono entrati al Maxxi L’Aquila. Puntiamo a chiudere l’anno superando l’obiettivo dei 15mila. Dati che vanno al di là delle previsioni. Lo sforzo è stato premiato e siamo pronti a progettare il futuro. I dati raccontano anche quanto Maxxi L’Aquila rappresenti un richiamo per gli abruzzesi, ma anche per tanti visitatori e turisti che tornano in questa città ed esprimono interesse anche al servizio della sua immagine, della sua economia: era una delle sfide raccolte. Eppoi, in questi mesi, abbiamo davvero cercato, non solo retoricamente, ma molto fattivamente, di stringere rapporti col territorio».
In che modo? E ci siete riusciti?
«Lo abbiamo fatto col Comune e con la città. Abbiamo collaborato sia per gli incontri di “Città come cultura” sia con “More with Less”, l’autocostruzione di una struttura utilizzata dai cittadini visitatori del museo e punto d’incontro, insieme all’Università – dipartimento Ingegneria civile-architettura e col Comune. Poi i libri d’estate, col sostegno di Bper banca, che ringrazio. Sono stati ospiti Costantino D’Orazio, Valerio Valentini, Franco Arminio, Chiara Valerio. Poi abbiamo stretto il rapporto, cui tengo moltissimo, sul filone di arte e scienza sul territorio. Abbiamo già una committenza dell’artista Armin Linke coi Laboratori del Gran Sasso e il Gssi, che produrrà un’opera che esporremo. Domenica 3, con Giorgio Andreotta Calò, si presenterà il libro “Gloria”. Non voglio dimenticare le nostre collaborazioni: insieme al Munda abbiamo commissionato l’opera ai Masbedo».
Musei che dialogano tra di loro, dunque è possibile?
«È stato importante il rapporto col Munda e, nell’ambito del festival “Performative”, anche con l’Accademia di Belle arti. Sinergia decisiva per un grande successo. Sempre con l’Accademia ricordo la mediazione culturale nel museo, l’aiuto dei ragazzi non soltanto per il restauro delle nostre opere, ma anche per la costruzione della struttura per gli eventi in piazza Santa Maria Paganica».
Non solo mostre, insomma. Così il visitatore diventa protagonista?
«Con noi da sempre è così. Il Maxxi si propone con performance che coinvolgono il pubblico. Siamo un’officina di pensiero e di progettazione, di scambio di interazioni. Quindi il fatto che qui ci sia una dimensione di ricerca tra arte e scienza è importante per noi. Vogliamo essere un’officina di futuro come lo siamo a Roma. E i dati di “Performative” sono entusiasmanti: abbiamo coinvolto oltre 2mila spettatori, 33 eventi in 5 location dentro e fuori museo, tanti cittadini impegnati attivamente nelle performance, oltre 200, tanti spettatori per le prove aperte in museo, la performance di Virgilio Sieni a settembre...insomma ha mosso tanto questo festival. Era la prima assoluta di un modello che vogliamo riproporre. “Performative” ci sarà anche nel 2022, crescerà e si consoliderà. Voglio poi ricordare le aperture straordinarie, un segnale dell’allineamento quasi affettivo con la città. Siamo stati aperti alla Perdonanza, abbiamo posticipato la chiusura per il festival della Notte bianca fino a mezzanotte. Per noi sono costi in più, ma segnali importanti di interazione con la città. Il sito web Maxxi L’Aquila ha avuto 13mila visualizzazioni in 4 mesi; la newsletter 1.742 iscritti e il canale Instagram oltre 2.400 follower: un trend interessante».
La rinascita attraverso l’arte: Abruzzo al centro di novità e aperture come l’Imago Museum di Pescara con la presenza del capo dello Stato. Una regione che vuole recuperare centralità nel contesto nazionale. La strada è quella giusta?
«Assolutamente sì, la strada è tracciatissima ed è un segnale importante anche a livello nazionale quest’innovazione nella collaborazione interistituzionale cui credo moltissimo. Da quando sono al Maxxi abbiamo stretto rapporti con Triennale di Milano e altre importanti istituzioni. In questo territorio, nell’era dell’innovazione, del salto cognitivo, dentro cui siamo tutti, del rapporto tra scienza, nuova antropologia, nuova ricerca di modelli sociali ed economici, gli artisti hanno tanto da insegnarci e da dirci: questo è il modo in cui opera il Museo nazionale delle arti del XXI secolo».
Cos’ha dato/darà il Maxxi all’Aquila e cosa può dare L’Aquila al Maxxi?
«Lo abbiamo elencato: l’energia, la passione di tutti noi, del direttore Bartolomeo Pietromarchi. Ringrazio il team, con Paolo Le Grazie e tutti. Noi possiamo dare all’Aquila le nostre capacità curatoriali e di creare contenuti di cultura di alto profilo. Quello che L’Aquila può dare al Maxxi si è già visto. Le collaborazioni, le iniziative, con Gssi, Infn, Munda, Accademia, Università sono preziosissime. E ci sta dando tanto la gente: le cittadine e i cittadini, ragazzi e ragazze che hanno partecipato alle azioni performative. Gli eventi di questo tipo non sono finiti: ci sarà l’arte di Alessandro Sciarroni, tra i coreografi più significativi del panorama italiano, il 2 e 3 ottobre e il 6 e 7 novembre con tre performance straordinarie e ci sono ancora appuntamenti per un autunno intenso».
Nuovi progetti?
«Partirà il nuovo progetto delle conversazioni d’autore con gli artisti che, con le committenze loro affidate e realizzate, rendono ancora più speciale questo museo. Gli otto artisti che hanno lavorato per Maxxi L’Aquila con una committenza cominceranno gli incontri e le conversazioni: il 28 ottobre Stefano Cerio, l’11 novembre Daniela De Lorenzo e poi andremo avanti. Continua, col sostegno di Bper, il lavoro del confronto sui libri. Il 12 novembre faremo una riflessione sulla realtà aumentata e virtuale partendo da Bruno Di Marino e dal suo volume “Nel centro del quadro. Per una teoria dell’arte immersiva dal mito della caverna”. Nel quadro di “Performative 01”, il 26 novembre, a cura di Chiara Bertini e Serena Tabacchi, avremo la mostra “Performing futures through blockchain technology” che indaga il rapporto e la ricerca tra arte e nuove tecnologie. L’esposizione nasce col desiderio di avvicinare il grande pubblico alle tematiche, oggi sempre più dibattute, delle tecnologie Internet con un focus specifico su performance e blockchain.
La tecnologia che attrae l’attenzione di sempre più numerosi ambienti in previsione della quarta rivoluzione industriale di decentralizzazione, super-automazione e iper-connettività. La mostra sarà lanciata con una nuova performance di Valentina Vetturi».
Cosa ci sarà sotto l’albero, e nel 2022, per Maxxi L’Aquila?
«Non vorrei anticipare nulla: credo sia importante metabolizzare quello che abbiamo fatto. E fino a fine anno tutti gli abruzzesi non pagheranno il biglietto».
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