Giro di boa a Cannes, è senza acuti il film su Trump giovane e spaccone

21 Maggio 2024

È il giorno dei presidenti con l’opera sul tycoon L’apprendista e quella di Stone su Lula Il sopravvissuto In gara Cronenberg con l’horror Il sudario. Cate Blanchett regina della Croisette. Palma d’oro al Ghibli

CANNES. Nel giro di boa di Cannes 77, alla vigilia di Parthenope di Paolo Sorrentino, mentre Emilia Perez di Jacques Audiard guadagna punti sui rumors per i favoriti del Palmares del 25 maggio, un film «esplosivo» (molto poco per la verità) sugli inizi spregiudicati di Donald Trump, The Apprentice di Ali Abbasi e il ritratto di Oliver Stone che è un omaggio al presidente brasiliano Lula “Il sopravvissuto” ad ogni persecuzione politica, tengono il filo rosso del settimo giorno di Cannes.
Luci accese anche su Vincent Cassel e Diane Kruger, protagonisti della nuova indagine intorno e dentro al corpo portata in concorso da David Cronenberg nel thriller-body horror-spy story The Shrouds (Il sudario), in definitiva una storia d’amore. Cate Blanchett è tra le regine del festival: dopo aver incantato in abito oro il red carpet domenica del grottesco Rumours parodia dei G7, ieri era sulla Montee in nero con una linea di perle per la premiere mondiale di The Apprentice e in missione per l’agenzia delle Nazioni Unite Unhcr, di cui è appassionata ambasciatrice da anni.
Blanchett, con Cinthya Rivo e Jonas Poher Rasmussen, ha dato visibilità al progetto Displaced Stories, i racconti che fanno conoscere la vita dei rifugiati, milioni di persone nel mondo. «I diritti dei rifugiati sono diritti umani», ha detto l’attrice che al festival è anche l’ipnotica voce di Evolver, uno degli otto progetti presentati nella nuova sezione competitiva di cinema immersivo di Cannes. Ieri è stato il giorno della Palma d’oro onoraria allo Studio Ghibli, geni amati dell’animazione. I biglietti per la cerimonia sono andati esauriti in un attimo, non a caso Goro Miyazaki, il figlio del maestro Hayao Miyazaki e regista anche lui, ritirando il premio ha innanzitutto «ringraziato i fan di Ghibli». Non ha ancora una distribuzione in America, si discute della possibilità di scatenare polemiche in patria, ma certo The Apprentice di Ali Abbasi è sotto attenzione: è una sorta di coming of age, il racconto della scuola di formazione di Donald Trump, quando giovane ambizioso ma non ancora istrionico milionario trascinatore politico pensava a come diventare imprenditore di real estate di lusso a New York e finalmente essere stimato dal padre e dai grandi circoli della finanza. L’apprendistato è del resto anche il titolo di un format tv venduto nel mondo (anche da noi con Flavio Briatore conduttore), un talent show su come fare successo nel business che lui stesso ha inventato. Il film, in cui si vede un giovane Trump darsi la carica con vitamine per il super lavoro (il medico le giudicherà anfetamine), forzare la moglie Ivana (Maria Bakalova) ad un rapporto sessuale all’inizio della crisi coniugale, fare il trapianto per i capelli che cominciano a cadere, togliere chirurgicamente un po’ di grasso addominale e soprattutto non avere scrupoli nella scalata, non racconta niente di particolarmente inedito su di lui.
The Apprentice mette in scena il faustiano patto con il diavolo, il legale Roy Cohn (un fantastico Jeremy Strong) passato alla storia come consigliere di McCarthy, abituato a vincere cause senza fare prigionieri, mediatore con la mafia, corruttore di prim’ordine, ricattatore sugli scheletri negli armadi di tutti. Sono i pesi variabili della bilancia tra i due, Trump (Sebastian Stan) agli albori e Cohn a reggere il film del regista iraniano-danese, che uscirà in sala con Bim prima del 5 novembre che potrebbe portare alla Casa Bianca di nuovo il costruttore. The Shrouds (Il sudario) di Cronenberg racconta di Karsh (Cassel) e della sua amata Becca (Kruger): quando la donna muore, il marito colloca nella sua bara, dove ha promesso di raggiungerla, una telecamera attivabile con una semplice app del suo smartphone. Non solo: Karsh, che ha una mentalità imprenditoriale, fa di questa sua mania un’impresa, costruendo un intero cimitero con queste caratteristiche.