Giulia Di Quilio a “Storie”: il mio silenzio scatenato, quelle scene con Sorrentino

7 Dicembre 2021

Il primo bacio l’ha dato a 14 anni a un ragazzo che aveva già il motorino: «Era il massimo, siamo andati a nasconderci per baciarci. Ho un bel ricordo di quel bacio, lui però non l’ho più rivisto»....

Il primo bacio l’ha dato a 14 anni a un ragazzo che aveva già il motorino: «Era il massimo, siamo andati a nasconderci per baciarci. Ho un bel ricordo di quel bacio, lui però non l’ho più rivisto». Adesso che ha compiuto 40 anni spiega il piacere del sesso nell’età della consapevolezza. In mezzo c’è anche una parte ne “La Grande Bellezza”, il film premio Oscar di Paolo Sorrentino. Giulia Di Quilio, teatina, è ragione e sentimento, allo stesso tempo razionalità e istinto: un ossimoro in carne, ossa e capelli rossi, un misto di illuminismo e romanticismo. È lei l’ospite di “Storie - Le Emozioni della Vita”, il programma di Rete 8 in collaborazione con il Centro che va in onda questa sera alle 21 con la regia di Antonio D’Ottavio (repliche mercoledì a mezzanotte, sabato alle 22 e martedì alle 13.30)
DA CHIETI AL BURLESQUE È partita da Chieti prima di compiere 18 anni per cercare la fortuna dell’attrice, prima a Milano e poi a Roma. E ce l’ha fatta: film, televisione, teatro. Tre esempi: il primo film l’ha fatto nel 2006 con Giuseppe Tornatore (“La sconosciuta”); è stata la pm Carla Fiorito nella soap nazional-popolare “Un Posto al sole”; è salita sul palcoscenico per impersonare le dive del burlesque. E nel 2022 tornerà ancora nei teatri con lo spettacolo “Un passato senza veli”: il 2 e 3 febbraio sarà all’Off Off Theatre di Roma, il 5 a Viterbo, il 12 a Salerno, il 19 a Galatone e il 25, 26 e 27 a Prato. «È uno spettacolo senza precedenti, in cui prosa e burlesque si fondono per dare vita a momenti di pura magia e soprattutto è uno spettacolo in cui mi metterò completamente a nudo», racconta Di Quilio. Per adesso, nel calendario non ci sono date in Abruzzo. E lei lancia un appello: «Voglio esibirmi sul palco del Teatro Marrucino, l’ho fatto ovunque ma in Abruzzo ancora no».
LA GRANDE BELLEZZA Accanto a Toni Servillo in versione Jep Gambardella, c’è proprio lei seduta sul divano fronte Colosseo. Di Quilio ha interpretato una delle scene simbolo del film in cui i protagonisti ballano sul terrazzo: «Abbiamo girato quella scena alle 5 del mattino, ma a quell’ora a Roma non si può mettere la musica a palla, quindi, l’abbiamo fatta in un silenzio totale. Nel film si vede una scena scatenata e si sente una musica assordante ma non era affatto così: abbiamo simulato di ballare e fare casino». È la scena della consacrazione che l’ha proiettata sui tappeti rossi, da Roma a Venezia: «Sfilare sul famigerato tappeto rosso, sotto i riflettori, accecata dai flash è sempre un momento emozionante». È quella voglia di apparire dopo il lavoro sul set: «Essere amati dal pubblico e riconosciuti è fantastico».
DOPO 40 ANNI All’ultima edizione della mostra di Venezia, Di Quilio ha presentato un’idea che le è venuta nella paralisi del lockdown: una serie, podcast e vodcast su Spotify e Youtube dal titolo “È il sesso bellezza”, in cui parla di tradimento, calo del desiderio, sesso in gravidanza, sogni erotici, masturbazione, insicurezze legate al corpo e sex toys. E lo fa con la voce e il corpo di una donna matura, sposata e madre di due gemelli. Un delirio: il progetto è diventato virale. «È stato come un flusso di coscienza, guardarsi indietro e rivedere i miei 40 anni dal punto di vista della sessualità, dal “non si fa” tipico della mia nonna di Brecciarola alla libertà. E ho trovato tanto interesse tra le donne».