Gleijeses, Laurito e Casillo in scena con la Napoli bella di De Crescenzo

19 Ottobre 2021

PESCARA. Geppy Gleijeses, Marisa Laurito e Benedetto Casillo aprono la 55ª stagione della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” con la “Gold Edition” di “Così parlò Bellavista” riduzione...

PESCARA. Geppy Gleijeses, Marisa Laurito e Benedetto Casillo aprono la 55ª stagione della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” con la “Gold Edition” di “Così parlò Bellavista” riduzione teatrale del celeberrimo film di Luciano De Crescenzo. Lo spettacolo al Teatro Circus di Pescara stasera alle ore 21 e in replica domani alle 17 e alle 21.
«Che “cos’è” Luciano De Crescenzo? è la domanda più pertinente, non “chi è?”». Con questo cambiamento di prospettiva, Gleijeses presenta la “Gold Edition” di “Così parlò Bellavista” portata sul palcoscenico insieme a Marisa Laurito e Casillo. «De Crescenzo», prosegue il regista e attore, «una strana e anomala figura nel mondo della letteratura, della filosofia, del cinema, della poesia; una figura che ha avuto ed ha troppo successo per essere perdonata. Eppure lui, già nella prefazione alla prima edizione di “Così parlò Bellavista”, forse presago dell’anatema di certa “intellighenzia”, così scriveva: “Guai a parlare di mare, di sole, e di cuore napoletano! Cominciando da Malaparte e finendo a Luigi Compagnone, Anna Maria Ortese, Domenico Rea, Raffaele La Capria, Vittorio Viviani e compagnia cantando, il desiderio di togliere il trucco con il quale per tanti anni era stato imbellettato il volto della nostra città ha fatto sì che insieme ai cosmetici è stata tolta forse anche la pelle del viso di un popolo che, pur senza mandolini e chitarre continuava in ogni caso ad avere una propria fisionomia caratteristica». Quanto sono vere queste parole e quanto poco gli sono state perdonate!». L’adattamento teatrale non ripercorre in maniera pedissequa la trama del film. Lo spazio scenico ritrae il Palazzo dello Spagnolo, con i suoi incroci di scale e le sue prospettive, un vero e proprio luogo della mente, in cui si svolge tutto il racconto, con il cenacolo, il tavolo dei pomodori, la trattoria, il negozio di arredi sacri e via dicendo.