Gli affari criminali di una famiglia normale

Uno spaccato del Giappone di oggi in Shoplifters vincitore del premio al miglior film della rassegna
CANNES. È una famiglia numerosa quella di Osamu (Frank Lily) e della sua giovane compagna Noboyu (Sakura Ando) che si aggiudica la Palma d'oro al Festival di Cannes. Una famiglia allargata, aperta, non necessariamente legata a chiari vincoli di sangue. È una piccola comunità che mangia continuamente e, per sbarcare il lunario, commette piccoli crimini (è specializzata in furtarelli nei negozi), ma è anche una famiglia molto solidale. Questi i protagonisti di Shoplifters- Affari di famiglia, nuovo film del maestro giapponese Hirokazu Kore-Eda che era per la quarta volta in concorso al Festival di Cannes. Così dopo l'ennesimo furtarello del capo famiglia Osamu, accompagnato dal figlio tredicenne Noboyu (Sakura Ando) in un grande magazzino, i due non ci pensano più di tanto ad accogliere nella loro piccola casa una ragazzina, Juri (Miyu Sasaki), che sembra essere senza tetto. La accolgono fra loro, la proteggono, scoprono che è stata oggetto di maltrattamenti e la iniziano a quella che è la loro specialità: rubare. Una famiglia davvero felice, generosa e ottimista, quella di Osamu composta anche dall'affettuosa nonna Hatsue (Kilin Kiki) e dalla presunta figlia del capo famiglia Aki (Mayu Matsuoka), che lavora nel mondo della pornografia soft. E ciò fino a quando la polizia scopre la verità su questo anomalo nucleo familiare e alcuni oscuri segreti vengono alla luce per scompaginare tutto. Kore-Eda Hirokazu racconta con questo film dai toni leggeri e felici come la solidarietà alla fine arrivi più dalle persone che hanno poco: «Volevo continuare con i temi già esplorati, in Like Father, Like Son, ovvero cosa lega le famiglie insieme oggi. È il sangue o il tempo che passi insieme che fa la famiglia? Pochi anni fa c'è stata una storia in Giappone con protagonista una famiglia di impostori che, dopo la morte dei loro nonni, hanno continuato a ricevere la loro pensione illegalmente. Il divario di classe si è ampliato in Giappone negli ultimi cinque anni e ci sono sempre più persone che non sono state raggiunte dal piano di sostegno ai poveri attualmente in corso nel mio Paese». Nel futuro del regista forse non ci sarà più un film sulla famiglia: «Ci sono molti progetti che vorrei trattare, compreso quello del ruolo del Giappone durante la Seconda Guerra mondiale, ma non è certo facile fare questo tipo di film e quelli sulla famiglia vengono alla luce più velocemente».
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