Gli Algoritmi dell’arte secondo Valentina Colella

30 Dicembre 2019

PESCARA. Si vive per algoritimi. Nuove infinite combinazioni. Sottrazione, addizione, mutamento continuo più e meno consapevole. Valentina Colella, l’artista abruzzese finalista al 19° Premio Cairo,...

PESCARA. Si vive per algoritimi. Nuove infinite combinazioni. Sottrazione, addizione, mutamento continuo più e meno consapevole. Valentina Colella, l’artista abruzzese finalista al 19° Premio Cairo, svela la password per accedere al suo lavoro. Gli ultimi sei anni di fissa ininterrotta ricerca sul tema del volo - la caduta nel vuoto, la ricerca del pieno, la dissolvenza della forma - narrati in piccoli capitoli autobiografici che compongono la sua nuova inedita mostra personale “Algoritmi. Frammenti di un’antologia del volo” inaugurata nei giorni scorsi nelle sale della Galleria Margutta in via Nicola Fabrizi a Pescara con la curatela di Piera Di Nicolantonio.
Una proposta dirompente per la storica galleria pescarese aperta mezzo secolo fa da Leda Recchilongo, oggi rinnovata dal soffio del contemporaneo grazie alla direzione artistica della curatrice pescarese. La quale ha selezionato opere edite e inedite realizzate da Valentina Colella dal 2013 a oggi.
Il percorso espositivo ha inizio con due opere intagliate "In front of the screenshot" e "Inside my screenshot" che rappresentano il punto di avvio della ricerca che ha tenuto impegnata l’artista per sei anni. «Nel 2013 Google maps doveva utilizzare un algoritmo, per raggiungere l’obiettivo, ma la schermata del computer si bloccò», racconta nelle note alla mostra, la 35enne artista di Introdacqua, sintetizzando l’accaduto autobiografico, l’incidente fatale occorso al suo compagno, la “Riduzione ad un’unica forma. Tempo di ripristino: 6 anni. 2013/2018”.
Cuore della mostra “R.I.P. La pace che mi hai dato. La pace che mi hai tolto” (2017) è l’installazione composta da 15 gruppi di carte fine art intagliate a mano. L’ opera ha anticipato la grande installazione “Quello che resta” presentata lo scorso anno nelle sale del Palazzo Reale di Milano per il Premio Cairo. Nella parete finale speculare alla vetrina della Galleria Margutta è allestita Filling the sky_(pink45) un monocromo del 2018 rosa shock, realizzato con un pennello n.2 su tre tele 100x150 cm attraverso stratificazioni di pigmento con acqua. Le stesse si confrontano con i primi voli con la tela “Le possibilità di un volo” del 2016.
Accompagna “Algoritmi” un catalogo tirato in duecento copie ideato e progettato da Gino Di Paolo e dalla stessa Colella, “in questa piccola edizione” dice, “ho cercato di fare accedere il pubblico al mio lavoro, raccontando la mia autobiografia in piccoli capitoli, è come se avessi finalmente svelato una password”.
Valentina Colella (29 ottobre 1984, Sulmona), studi in accademia all’Aquila e poi Firenze, è attiva nell'arte da venti anni. Dopo il corso di studi in Beni storico artistici all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e la specializzazione in progettazione museale presso l’Accademia di Belle arti di Firenze, intraprende un percorso di approfondimento del concetto di opposizione sottolineati nei passaggi dal reale al digitale. La pittura, il disegno, le installazioni, i video, le fotografie e i frames attinti da Internet vogliono essere un discorso personale ed atemporale.
Nel suo curriculum, ormai internazionale, presenta per la prima volta lo screenshot con l’immagine del volo nel 2013, a Londra, in ”Hundred Years” all’interno della collettiva “Whiteout”. Da annoverare la residenza d’artista Air Madreselva , Uruguay (2018); Arp Art Recidency Project e premio organizzato da Centro Luigi Di Sarro e galleria Everard Read di Cape Town in Sud Africa (2017); "... e dopo accadde il bianco!" curato da Vittoria Biasi, dell’Istituto italiano di cultura di Colonia; “Gestures” curata da Valerio Dehò nel Kaohsiung Museum di Taiwan in mostra con Marina Abramovic e Yoko Ono (2015).
“Algoritmi” alla Margutta è allestita fino al prossimo 14 febbraio.
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