Gli applausi della folla e la fanfara per l’ultimo saluto alla divina Lollo

ROMA. L'eredità «più grande che Gina ha lasciato è l'amore, preghiamo per lei e lasciamo che riposi in pace». Così Don Walter Insero, con una frase che sembra un richiamo a mettere da parte le...
ROMA. L'eredità «più grande che Gina ha lasciato è l'amore, preghiamo per lei e lasciamo che riposi in pace». Così Don Walter Insero, con una frase che sembra un richiamo a mettere da parte le polemiche intorno agli ultimi anni dell'attrice, ha concluso l'omelia ai funerali di Gina Lollobrigida nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo, a Roma. In prima fila il figlio Andrea Milko Skofic e il nipote Dimitri, accanto l'ex marito spagnolo Francisco Javier Rigau. Qualche banco dietro, a sorpresa, Andrea Piazzolla, l’assistente finito sotto processo per il reato di circonvenzione di incapace. Aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato al funerale: entrato senza fermarsi con la stampa, al termine della funzione è stato fatto uscire da un ingresso secondario. Qualche parola invece l'ha detta Rigau: «Gina è stata con me l'80% della mia vita. L'ho amata profondamente e ho ricevuto da lei più di quello che ho dato». Ma la presenza dell'ex marito è stata contestata in piazza a fine cerimonia, con grida come «Rigau a casa» e «Vergogna».
L'arrivo del feretro a Piazza del Popolo è stato accolto dagli applausi della folla, e la fanfara dei Bersaglieri coordinata dall'Associazione Nazionale Bersaglieri. In chiesa il picchetto d'onore dei Carabinieri ai lati del feretro, sul quale era adagiato il cuscino di rose rosse del figlio e del nipote dell'attrice. Tra le corone di fiori, accanto a quella di Roma Capitale, c’è anche quella della “eterna“rivale” Sophia Loren.
A dare l'ultimo saluto, fra gli altri, amici come Mara Venier, Adriano Aragozzini, Barbara Bouchet, Giulio Base e la moglie Tiziana Rocca, Vladimir Luxuria. Poi Patrizia Mirigliani, organizzatrice di Miss Italia, il concorso al quale Gina Lollobrigida era arrivata terza nel 1947 (dopo Lucia Bosè e Gianna Maria Canale), il ministro Francesco Lollobrigida, pronipote dell'attrice; il sottosegretario alla cultura Lucia Borgonzoni e Domenico Petrini, sindaco di Subiaco, la cittadina laziale dove Gina Lollobrigida era nata nel 1927, mentre la premier Giorgia Meloni le aveva dato l'ultimo saluto alla Camera Ardente, presente il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Il feretro ora è stato portato a Subiaco, «dove verrà sepolto nel cimitero cittadino», spiega il sindaco Petrini. «Non verrà cremato, verrà posto momentaneamente in una cappella comunale, perché la signora Lollobrigida ha una cappella monumentale in fase di restauro. Quando l'intervento sarà terminato, verrà trasferito là».