Gli artisti ricordano Lucio Dalla da oggi nella sua casa di Bologna

2 Marzo 2015

BOLOGNA. Tre giorni di apertura straordinaria della sua casa in via D'Azeglio, nella sua dimensione di camera delle meraviglie. A tre anni esatti dalla morte avvenuta in Svizzera, a Montreaux, il...

BOLOGNA. Tre giorni di apertura straordinaria della sua casa in via D'Azeglio, nella sua dimensione di camera delle meraviglie. A tre anni esatti dalla morte avvenuta in Svizzera, a Montreaux, il primo di marzo del 2012, Bologna ricorda Lucio Dalla. E come nel primo anniversario, quando piazza Maggiore si riempì di pubblico per i tanti amici venuti a ricordarlo sul palco, anche in questo 2015 saranno, da oggi, gli artisti a rendergli omaggio con “A casa di Lucio”: tre giorni di apertura straordinaria della sua casa in via D'Azeglio trasformata, o meglio, riportata alla sua dimensione di wunderkammer, di camera delle meraviglie per iniziativa della fondazione nata in suo nome.

Da Renzo Arbore a Walter Veltroni, da Samuele Bersani a Ornella Vanoni, da Gigi D'Alessio fino al ministro Dario Franceschini che sarà tra i primi a partecipare all'evento, accolto dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, che leggerà alcuni versi della canzone “Emilia”. Un appuntamento, quello nella casa di Dalla, a cui il pubblico ha risposto con il consueto immediato affetto: i biglietti sono infatti andati esauriti in poche ore. Intanto già ieri, per ricordare Dalla, l'associazione Succede solo a Bologna ha riproposto l'iniziativa “Una canzone per Lucio”: alle 11 finestre aperte per far risuonare le canzoni del grande cantautore, partendo inevitabilmente da “4 marzo 1943”.

In questi anni, ci sono stati grandi concerti, omaggi discografici, programmi tv, il costante desiderio collettivo di ricordare un personaggio straordinario. Dalla viveva una vita aperta agli altri, animato da una curiosità e una vitalità inesauribili. Coltivava passioni ed era sempre disponibile all'incontro con gli altri, giocava con l'ironia e difendeva l'indipendenza di giudizio. Aveva lottato per affermarsi e quando era diventato super famoso non aveva cambiato di molto la sua vita e le sue abitudini. Alla fine la maggior parte dei suoi fan lo considerava un idolo ma anche quasi uno di famiglia. Uno straordinario caso di empatia naturale.

Dalla era un performer sorprendente, divertente, un imbonitore, uno che duellava a colpi di gramelot con Dario Fo, faceva cabaret smontando il clarinetto ma duettava con Michel Petrucciani e i grandi della musica, firmava regia d'opera. Uno straordinario caso di empatia naturale abbinata a una rara abilità di comunicatore, affinata lungo una carriera intensissima.

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