“Gli Italiani delle Montagne” mini tour dell’Osa con coro

L’AQUILA. “Gli Italiani delle Montagne. Alpini, alpinisti e montanari” è la cantata per soprano, voci recitanti, coro di voci bianche, ensemble di flauti dolci e orchestra, su musiche di Luciano Di...
L’AQUILA. “Gli Italiani delle Montagne. Alpini, alpinisti e montanari” è la cantata per soprano, voci recitanti, coro di voci bianche, ensemble di flauti dolci e orchestra, su musiche di Luciano Di Giandomenico e testi di Roberto Biondi, che accoglie l’Adunata Nazionale degli Alpini dell’Aquila. Il progetto ha preso il via sabato e prosegue con un fitto calendario: oggi alle ore 11 al Ridotto del teatro Comunale, domani stessa ore al Palasport di Pizzoli, mercoledì 13, sempre alle ore 11 al palazzetto Sebastiani di Rocca di Mezzo.
A suonare è l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, dirige Luciano Di Giandomenico, soprani Beatrice Fallocco e Cristiana Tabacco; voci recitanti Monica Di Bernardo, Marco Valeri, Coro di voci bianche e ensemble di flauti dolci delle scuole medie Mazzini e Patini. «La cantata sottolinea l'importanza, nel processo di unificazione dell'Italia, del contributo offerto dagli uomini e dalle donne di montagna», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo. «Ancora una volta la montagna quindi offre la sua naturale quinta scenografica e guarda idealmente i suoi figli, protagonisti non secondari che hanno saputo e voluto vivere e morire per la patria». Come un'ideale giornata scandita da cinque momenti alba-mezzogiorno-tramonto-notte-alba del nuovo giorno, così lo spettacolo ripropone, incastonati tra un prologo ed un epilogo, «i cinque momenti fondanti della coscienza nazionale», prosegue la nota, «così l'alba rappresenterà il periodo che va dal Risorgimento alla Prima guerra mondiale, il mezzogiorno (dal Primo al secondo conflitto mondiale); il tramonto (la Seconda guerra mondiale fino all'armistizio); la notte (dalla guerra civile alla nascita della Repubblica) l'alba del nuovo giorno (il dopoguerra). Il Prologo e l'Epilogo hanno una vita propria perché rappresentano gli ideali momenti di ri-unione degli italiani. L'occasione di questa nuova unione nazionale è stata offerta dal terremoto che ha sconvolto L'Aquila e il suo territorio; i momenti immediatamente successivi al sisma hanno dato l'occasione perché gli italiani, da Nord a Sud sentissero di nuovo, nella tragedia di una "guerra" inspiegabile ed incontenibile di appartenere ad una nazione». Manet Immota è il titolo del brano del maestro Di Giandomenico, su testo di Biondi per soprano, coro e orchestra che sovvertendo i termini del motto dello stemma civico aquilano (Immota publica hic salusmanet), «così come il terremoto ha sovvertito l'ordine delle cose, vuole essere l'ideale inizio e fine di un processo unificante».