Gli Urban Strangers pronti a immergersi tra i fan abruzzesi

SAN GIOVANNI TEATINO. Inizia dalle pendici del Vesuvio la bella favola degli Urban Strangers. Il duo composto dai giovanissimi Alessio Iodice e Gennaro Raia ha saputo conquistarsi un suo spazio nel...
SAN GIOVANNI TEATINO. Inizia dalle pendici del Vesuvio la bella favola degli Urban Strangers. Il duo composto dai giovanissimi Alessio Iodice e Gennaro Raia ha saputo conquistarsi un suo spazio nel panorama musicale italiano. Dalle prime esibizioni nei locali, passando per la pubblicazione di un ep di inediti con l’etichetta Casa Lavica Records, fino a raggiungere la popolarità con la partecipazione al talent X Factor, che ha visto i due ragazzi di Somma Vesuviana classificarsi al secondo posto dietro a Giò Sada.
Una musica, la loro, che fonde differenti generi, ricercando elementi comuni e sintetizzandoli in un unico flusso. Non cantano in italiano. I brani sono scritti ed eseguiti rigorosamente in lingua inglese che, dicono, viene loro più naturale. Gli Urban Strangers, questo pomeriggio, dalle ore 17, saranno ospiti del Centro d’Abruzzo Ipercoop di San Giovanni Teatino, dove si esibiranno in un mini live e firmeranno le copie del loro cd “Runaway”. L’omonimo singolo è stato già certificato Disco d’oro. Il Centro ha intervistato Alessio Iodice alla vigilia dell’incontro con i fan abruzzesi.
Partiamo dal nome. Perché Stranieri Urbani?
Nasce inizialmente da una canzone che avevamo scritto su un senzatetto della nostra città. E’ un nome che rispecchia anche i nostri caratteri, perché “urban” e “strangers” sono due termini in contrapposizione e anche noi su molte cose siamo del tutto opposti. Forse sono io più “urban”, Genn è più “stranger”.
Com’è iniziato il vostro percorso artistico?
Ci siamo conosciuti tramite amici in comune. Abbiamo iniziato circa 4 anni fa, suonando delle cover. Dopo aver scritto delle cose nostre abbiamo deciso di incidere un ep di inediti. Casa Lavica, un’etichetta del nostro paese, ci ha avviati verso un percorso di produzione artistica e di ricerca.
Che esperienza è stata per voi quella di X Factor e perché la scelta di partecipare a un talent?
All’interno del programma abbiamo imparato da subito che bisognava affrontare ritmi abbastanza alti, veloci. Questo ci ha insegnato ad essere più concentrati. All’inizio eravamo un po’ scettici, poi abbiamo considerato l’idea di partecipare e ci siamo detti: perché no? E’ una bella vetrina.
Un’alternativa valida per provare a emergere, dunque?
Sì, potremmo considerarla una delle principali possibilità che abbiamo in Italia.
Avete scelto di scrivere e cantare in inglese. Perché?
Siamo sempre stati abituati ad avere un certo tipo di ascolto che fosse principalmente di musica straniera. Ci è venuto più semplice iniziare a scrivere in inglese e a comporre questo tipo di musica. Paradossalmente per noi è più strano ora considerare l’idea dell’italiano. Ci viene più naturale andare avanti così.
Quali sono i vostri punti di riferimento artistici?
Ci sono diverse influenze nella nostra musica, cerchiamo di spaziare per quanti più generi possibile. Ce ne sono tanti, James Blake per esempio. Ma andiamo dall’elettronica al rap al pop, perché no?
A quando il tour?
Stiamo preparando la struttura del live e anche nuove cose, ma questo è ancora un segreto. La tournée, invece, potrebbe partire appena prima o durante l’estate.
Siete impegnati nell’ instore tour con firmacopie, che oggi vi vedrà ospiti del Centro d’Abruzzo. Qual è il vostro target di riferimento?
Il tour sta andando bene, abbiamo altre 5 o 6 tappe prima di finire questo giro. Abbiamo stabilito un rapporto con i fan che non ci aspettavamo, né noi né loro. Il nostro target va dai 18 ai 24 anni, ma ci seguono anche persone più piccole.
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