Gran festa delle star Capotondi la tifosa Jude Law leva il calice

5 Luglio 2021

Consegna del Pegaso d’oro al D’Annunzio di Pescara Monica Bellucci appare solo in video, show di Bollani

PESCARA. È la festa dello spettacolo e della cultura, un tributo alla settima arte soprattutto, ma anche al teatro alla televisione, al giornalismo, alla letteratura, intitolato a un grande abruzzese che ha contribuito a rendere grande il cinema italiano dal dopoguerra. E così, quale migliore occasione della cerimonia di consegna dei Premi Flaiano, edizione numero 48, per annunciare che la città dello sceneggiatore di Fellini e del Pegaso d’oro ai migliori attori e attrici e registi di ieri e di oggi avrà un suo museo del Cinema? Lo fa la presidente dei Premi, Carla Tiboni aprendo la serata delle star al teatro monumento D’Annunzio di Pescara. «Puntiamo a concretizzare il sogno di un Museo Officina del Cinema», dice dal palco sollecitata dalla conduttrice della serata Martina Riva, «qualcosa di decisamente innovativo, con tecnologie digitali, e primo museo della sceneggiatura, con tanto materiale di Ennio Flaiano e non solo che abbiamo raccolto. E vogliamo lavorare con chi è qui, con chi vive di cinema e accogliendo i giovani, che sono il futuro. Sarà importante anche per Pescara: noi crediamo nello sviluppo del territorio attraverso la cultura». Pescara che intanto deve perdonare Monica Bellucci: la luminosa attrice insignita del Flaiano alla carriera ha dato forfait all’ultimo momento per sopraggiunti problemi sul set e ha inviato un video per ringraziare «felice e commossa, un grande onore. Sono presente con il mio tutto il mio cuore».
GIORNALISMO Ha narrato eventi epocali: va a Bernardo Valli il Flaiano alla carriera per il giornalismo, consegnato da Gabriella Simoni inviato del Tg5 e Premio Flaiano nel 2018: «Sono più emozionata e felice di quando l’ho avuto io», dice.
FICTON La giuria ha rivolto particolare attenzione ai temi della famiglia nel premiare per la fiction artisti che si sono particolarmente distinti durante lo scorso anno di televisione. Così il Pegaso per la miglior regia di fiction va a Gianluca Maria Tavarelli per “Chiamami ancora amore”, con Greta Scarano, Simone Liberati, Claudia Pandolfi, Giorgio Colangeli, «parabola di un amore che va dalla dolcezza di uno sguardo di due ventenni, fino a tutte le difficoltà che nascono con l’arrivo dei figli». Tavarelli ritira il Pegaso con le figliolette avvianghiate alle gambe e la moglie Grazia. Le note frizzanti di “Tu vuo’ fa’ l’americano” annunciano il trailer sullo schermo di “Carosello Carosone”e la premiazione per la miglior sceneggiatura televisiva a Giordano Meacci e Francesca Serafini, coppia di fatto della sceneggiatura: insieme hanno scritto anche “Non essere cattivo di Claudio Caligari, e “Fabrizio De Andrè principe libero”. Bellissima al naturale sale a ritirare il Pegaso miglior interpretazione femminile per i film tv “Chiara Lubich – L’amore vince tutto” – consegnato dal presidente di Codice Citra, Angelo Baccile – Cristiana Capotondi, che fa il bis dopo il Flaiano nel 2013 per “Amiche da morire”. E in barba all’aspetto monacale, in tono con il personaggio premiato, a sorpresa Cristiana – capo delegazione della Nazionale di calcio femminile – si lancia in commenti sull’«ottimo comportamento in campo» dell’Italia agli Europei e auspici di vittoria.
PROGRAMMI TV Ancora un Flaiano poi per “Report” miglior programma tv: dopo quello ritirato da Milena Gabanelli nel 2003 è ora il conduttore Sigfrido Ranucci a prendere il Pegaso: «Il giornalismo, per essere efficace, deve essere innanzitutto credibile: se perde credibilità, perde efficacia, diventa solo un altra voce come tante». Divertono e si divertono sul palco del D’Annunzio come nella loro trasmissioni in prime time su Rai3 e vincitrice del Flaiano come miglior programma culturale “Via dei Matti n. 0” : il maestro Stefano Bollani e Valentina Cenni, coppia felice nella vita e ora sul piccolo schermo si racconta tra piccoli segreti di famiglia e note spericolate e mix di canzoni (proprio come nel finale del programma), facendo spettacolo e strappando più di un applauso.
E POI IL TEATRO Qui la giuria composta da Giovanni Antonucci, Gianfranco Bartalotta, Antonio Calenda, Masolino D’Amico, Marco Patricelli è stata costretta dal lockdown, che ha segnato la chiusura per tutta la stagione dei teatri, a rinunciare al numero consueto di premi. Ha dedicato, quindi, due soli Pegaso d’oro alla carriera. Il primo a una donna che ha fatto del palcoscenico la sua casa e la sua vita, già vincitrice di Premio Ubu, Premio della Stampa, Premio Eleonora Duse eppure «particolarmente felice di questo, intitolato a un grande autore anche di teatro, precursore dei tempi, geniale». L’interprete maschile premio alla carriera (che dura da 50 anni) è Remo Girone: un uomo che ha calcato le assi del palcoscenico mettendo in scena Cechov, Shakespeare, Miller; ha frequentato i set italiani e hollywoodiani diretto da Bellocchio, Scola, Affleck; si è cimentato con la fiction televisiva regalandoci personaggi indimenticabili, uno su tutti il cattivissimo Tano Cariddi de “La Piovra”. E che si racconta con allegria a Pescara: «Noi attori abbiamo un ego più sviluppato degli altri. Ecco, vorrei pensare di più agli altri». E diventa serio solo alla domanda sul momento che ha cambiato la sua vita: «La diagnosi di un tumore, 26 anni fa, e il medico che mi ha salvato». Lo premia il responsabile della direzione regionale Bper Marco Litta, che si concede il ricordo della premiazione di Helen Mirren, lo scorso anno, e del desiderio che l’attrice Premio Oscar espresse proprio sul palco del D’Annunzio: lavorare con Checco Zalone, realizzato con il divertente clip “La Vacinada” che ha rallegrato con intelligenza mesi di lockdown.
CINEMAI giurati della sezione Cinemahanno premiato Alessandro Gassmann per “Non odiare” e l’attore ha ritirato il premio aprendo, il 2 luglio, il Flaiano Film Festival del direttore artistico Riccardo Milani, «contento del ritorno in sala anche con il Fff».Ed è il regista di “Come un gatto in tangenziale” a consegnare il premio Mibact della giuria popolare per l’opera prima a ndato ex aequo a “Punta sacra” di Francesca Mazzoleni e “Sul più bello” di Alice Filippi. E per la regia per l’opera prima gioca in casa Gianluca Jodice, scelto dalla giuria per il suo “Il cattivo poeta”, ritratto malinconicoe dell’ultimo D’Annunzio che vince il Flaiano anche per i costumi di Andrea Cavalletto che racconta di «aver potuto accedere al Vittoriale, agli abiti del Vate».
JUDE LAW Il premio alla carriera Jude Law compare in video perchè impegnato sul set: l’attore britannico ha inviato un video in cui ringrazia «onorato e di cuore» per il premio «nel l’Italia de grande cinema», «una famiglia per me» cui leva un calice. ATTORI E ATTRICI Talento, bellezza, sensibilità: premio per la miglior interpretazione femminile a Carolina Crescentini per “La bambina che non voleva cantare”, su Nada Malanima: «Ci tenevo tanto a fare questo film», racconta, «Ci teneva anche mio marito (il cantautore Motta in platea ndr) anche se non lo ammette». «È un piacere tornare a Pescara», esordisce Alex Infascelli, Flaiano per la regia di un documentario per “Mi chiamo Francesco Totti”: «Ho raccontato l’uomo “dentro” al calciatore». E ancora calcio con il Pegaso per l’interpretazione maschile a un attore tra i più rappresentativi di casa nostra: Massimo Ghini per il film “La volta buona”. Per Ghini si tratta del quarto Flaiano «di cui 3 in mio possesso, ma il quarto non mi è stato dato, e mi appello al sindaco», scherza, «Non potei venire, mi dispiace tantissimo». È notte fonda quando viene consegnato il Flaiano per la sceneggiatura a Francesco Bruni per il film “Cosa sarà”, quindi Carlo Aquilano della della De Cecco consegna il Pegaso alla regia a Edoardo Ponti per “La vita davanti a sè” con l’immensa Sofia Loren, e premio della Presidenza a Ibrahima Gueye, il giovane protagonista del tuo film, senegalese, 12 anni.