Gullotta, 70 anni senza rimpianti «Tra i miei sogni le unioni civili»

«Come vivo i miei settant’anni? Così come ho vissuto i 20, i 30, i 40 e via dicendo: con gioia e con qualche conoscenza in più». Così Leo Gullotta nel giorno del suo 70° compleanno, ieri, trascorso...
«Come vivo i miei settant’anni? Così come ho vissuto i 20, i 30, i 40 e via dicendo: con gioia e con qualche conoscenza in più». Così Leo Gullotta nel giorno del suo 70° compleanno, ieri, trascorso lavorando all’Ambra Jovinelli di Roma dove è il protagonista di “Spirito allegro”, commedia di Noel Coward con la regia di Fabio Grossi.
«Mi considero un uomo fortunato, sono in salute, lavoro e ho accanto le persone care», ammette l’attore siciliano dalla più che cinquantennale carriera piena di riconoscimenti, tra cui tre David di Donatello e tre Nastri d’argento, nella quale ha attraversato i generi con disinvoltura: dal Bagaglino al cinema d’autore, dalla fiction alla pubblicità. «Un attore», dice, «è colui che interpreta personaggi lontani da sè e deve vivere di esperienze e di interrogativi, così come non esiste un medico che opera solo appendiciti, un attore deve cambiare generi e ruoli senza pregiudizi». Tra i suoi personaggi non ce n’è uno che predilige o ricorda con affetto diverso dagli altri. «Ogni cosa che ho fatto nei miei 55 anni da attore mi ha lasciato qualcosa, e poi non sono un nostalgico. O meglio la mia è una nostalgia di gioia e di sorrisi, di potenza emotiva rammentata da un profumo o da un luogo come il cocuzzolo della montagna di Nuovo cinema Paradis». Forse per questo non ci sono rimpianti («Ho fatto tutto ciò che ho voluto»), ma solo sogni («Ma io li considero realtà realizzabili») nel presente di colui che è stato anche la Signora Leonida di “bagagliniana” memoria e il testimonial di un’azienda dolciaria siciliana. «Ed è sempre stato un piacere», ammette facendo il verso al claim pubblicitario. «Quando accettai non pensavo che sarebbe andato avanti per 22 anni, ma questo mi ha dato la possibilità di conoscere un uomo di grande stile e di rappresentare una realtà economica sana della mia Sicilia». Tornando al presente Gullotta, omosessuale dichiaratosi oltre 20 anni fa, si augura che i tempi siano maturi perché in Parlamento «si possa raggiungere, finalmente, un risultato tangibile in materia di unioni civili. Io ho sempre vissuto la mia vita facendo le mie scelte serenamente in una famiglia sana che non mi ha mai proibito nulla: sono stato un eterosessuale e poi un omosessuale, ma attorno a tutto questo c’è ancora troppa ipocrisia». Il futuro artistico? «Ancora in tour con “Spirito allegro”» conclude, «e poi in tv con “La Catturandi”, fiction sulla squadra Catturandi di Palermo tratta dal libro di uno dei poliziotti che ne hanno fatto parte, di cui sono protagonista con Massimo Ghini, Alessio Boni e Anita Caprioli».