Haber è “Il padre”: l’ironia di Zelle per raccontare il dolore

CHIETI. Uno sguardo spaesato sulla quotidianità, il racconto intelligente e anche ironico di una storia di grande coinvolgimento emotivo: la malattia e la memoria che svanisce in un uomo che comincia...
CHIETI. Uno sguardo spaesato sulla quotidianità, il racconto intelligente e anche ironico di una storia di grande coinvolgimento emotivo: la malattia e la memoria che svanisce in un uomo che comincia a confondere persone, luoghi, tempi.
Tutto questo va in scena con “Il padre” di Floran Zelle, splendidamente interpretato da Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere, con David Sebasti e Daniela Scarlatti, in scena oggi alle 17 al teatro Marrucino di Chieti e domani, 27 febbraio, alle 21 al Fenaroli di Lanciano. La regia è di Piero Maccarinelli.
Il Padre, debutta nel settembre del 2012 al Hébertot Theatre di Parigi con Robert Hirsch, riscuotendo un grandissimo successo. Candidato al prestigioso Prix Molières nel 2014 si aggiudica il premio come miglior spettacolo dell'anno. Andrea è un uomo molto attivo per la sua età, ma mostra i segni sempre più evidenti di una malattia degenerativa. La figlia Anna decide allora di accoglierlo nel proprio appartamento, ma quella che sembrava la migliore soluzione possibile si rivela ben presto una scelta sbagliata che non accontenta nessuno: né Andrea, che non intende in alcun modo rinunciare alla propria indipendenza, né tantomeno Anna, che stenta comunque a trovare un modo per comunicare con il padre, sempre più coinvolto in una progressiva e inesorabile perdita di memoria. Una storia che rischierebbe di tramutarsi in dramma se l’autore non fosse Florian Zeller, uno dei più brillanti commediografi contemporanei capace di affrontare con leggerezza mai superficiale un tema delicato come la malattia. Una pièce pungente che conferma ancora una volta come l'ironia sia spesso l'unica chiave di lettura possibile per salvarsi dal dolore della vita.