“Hiv/Aids”, mostra di foto e video sul dramma negato

19 Marzo 2018

TERAMO. La Sindrome da immunodeficienza acquisita non è sconfitta. Tutt’altro. Solo, se ne parla di meno. Col risultato che la popolazione è poco informata sul rischio Aids e sulla prevenzione.Allora...

TERAMO. La Sindrome da immunodeficienza acquisita non è sconfitta. Tutt’altro. Solo, se ne parla di meno. Col risultato che la popolazione è poco informata sul rischio Aids e sulla prevenzione.
Allora può essere utile l'arte per riaccendere l’attenzione su un problema di cui le cronache quasi non si occupano più, decretandone involontariamente l’inesistenza nella percezione pubblica.
Un compito assolto egregiamente nel corso del tempo da film come “Philadelphia” di Jonathan Demme o il recente “120 battiti al minuto” di di Robin Campillo, e negli ultimi anni da molte mostre pittoriche e fotografiche, queste ultime spesso in forma di reportage da Paesi o ambienti in cui il virus Hiv è più diffuso. Senza contare l’opera manifesto di un artista mondiale come Keith Haring, che di Aids è morto 32enne nel 1990.
Ma anche in una piccola città come Teramo, che non può illudersi di essere isola felice nemmeno rispetto a questo problema, è importante parlare del pericolo Aids attraverso gli strumenti dell’arte.
È quello che fa Paolo Di Giosia con la sua mostra “Hiv/Aids”, in corso a Teramo nelle sale de L'Arca - Laboratorio per le arti contemporanee. Curata da Alessandra Angelucci e sostenuta e promossa dalla Asl teramana, la mostra è aperta fino al 31 marzo. Orari: lunedì 9-13, da martedì a venerdì 9-13 e 15-19, sabato 15-19.
Autore impegnato nella ricerca fotografica analogica, con una predilezione per il bianco e nero e un’attenzione ai temi sociali, Di Giosia ha tenuto personali e partecipato a collettive, realizzato video e pubblicato volumi fotografici. Particolare non trascurabile, Paolo Di Giosia lavora da quasi un trentennio nel centro trasfusionale dell'ospedale “Mazzini” di Teramo.
Sa, insomma, di cosa parla, quando realizza una mostra come questa. Nella galleria civica di largo San Matteo la sua personale è articolata in tre momenti e linguaggi. Nella prima sala il medium fotografico propone in sette immagini senza titolo una galleria di corpi esposti in una nudità che è anche segno di fragilità e vulnerabilità, collocati in ambienti fatiscenti (un topos nella fotografia di Paolo Di Giosia, quasi un memento mori) che conferiscono scabra matericità agli scatti. La mostra parla il linguaggio della videoarte nella seconda sala, in cui gira in loop un film b/n di tre minuti, realizzato da Paolo Di Giosia col videomaker Vito Bianchini.
Due giovani scrivono su un muro i dati scientifici sulla malattia, dal rapporto 2015 dell’Istituto superiore di sanità, concludendo il singolare tatsebao con un monito: “Fai il test anche tu”. Nella stessa stanza, in una teca retroilluminata, si possono osservare con un lentino le strisce di pellicola (36 scatti) del corto.
Infine l’installazione nella terza stanza: un piccolo scrittoio e una lettera invitano a sedersi e leggere. Si tratta della trascrizione parziale della testimonianza video resa da Daniele Kihlgren al suo editore Giacinto Damiani (per i suoi tipi un anno fa “I tormenti del giovane Kihlgren”), video in cui il famoso architetto imprenditore italo-svedese, inventore dell’albergo diffuso a Santo Stefano di Sessanio, parla della propria sieropositività, sviluppata nel 1987.
Della casa editrice di Damiani, Ricerche&Redazioni, il bel catalogo di 48 pagine che correda la mostra, con interventi, tra gli altri, di Pierluigi Tarquini (responsabile Malattie infettive Asl Teramo), Roberto Fagnano (direttore generale Asl) e Franco Santarelli (responsabile Formazione e qualità Asl), che sottolineano come «la scelta di coniugare l’arte, e la fotografia in particolare, con tematiche sanitarie, sia uno dei modi più efficaci per sensibilizzare la popolazione». Dal 2014, aggiungono, si è avviato in Abruzzo un programma di screening dell’infezione da Hiv attraverso il web: si può prenotare il test in modo anonimo e gratuito sul sito www.failtestanchetu.it. Per saperne di più: 3929174699.
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