Hollywood onora il genio di Lina Wertmuller

Ieri la cerimonia di consegna dell’Oscar alla carriera alla regista italiana: «È un’emozione fortissima»
LOS ANGELES. Greta Gerwig, la regista che potrebbe avere secondo i rumors la nomination agli Oscar per Piccole Donne e la regista australiana Jane Campion: sono state loro, non a caso due donne, a consegnare, ieri al Ray Dolby Ballroom dell'Hollywood & Highland Center, l'Oscar alla carriera a Lina Wertmuller nell'ambito dell'11esimo1 Governors Awards dell'Academy che ha premiato anche David Lynch, Geena Davis e Wes Studi.
«È un'emozione fortissima», ha ripetuto la 91enne regista italiana preparandosi alla cerimonia per la quale il protocollo dell'Academy le ha richiesto anche prove tecniche per verificare che tutto potesse andare per il meglio.
Un filmato ha ripercorso la sua lunga filmografia, fatta di film dai titoli lunghissimi - un marchio di fabbrica - e opere graffianti, ironiche, mai standard, controcorrenti. Proprio come lei che nonostante l'età sembrava sopraffatta, persino incredula, dall'affetto che la comunità del cinema di Los Angeles le sta tributando da giorni, in particolare dalle donne per cui il suo esempio, regista donna in un mondo maschile, è visto come «fonte di ispirazione». Glielo ha detto Jane Campion al ricevimento in onore di Lina (che fu nel '76 la prima donna candidata come regista) offerto da Marta De Laurentiis nella sua villa di Beverly Hills, presente tra gli altri a festeggiare la regista Ted Sarandos, gran capo di Netflix. Glielo ha ripetuto Mira Sorvino, tra gli ospiti della serata organizzata da Pascal Vicedomini al Dolby Theatre in cui è stato proposto, mai visto in America, il primo film che l'allora 35enne assistente di Federico Fellini girò nel '63 mostrando da subito il suo talento non convenzionale, “I basilischi,” ancora oggi godibile e persino divertente ritratto della gioventù tediata e immobile di un gruppo di giovani di Matera. Il caso vuole che uno dei protagonisti di quel film, insieme a Stefano Satta Flores, sia stato un allora molto giovane Antonio Petruzzi, poi diventato imprenditore e presidente dell'Istituto Capri nel mondo Antonio Petruzzi, presente all'evento. C'erano anche Pietro Scalia, lo sceneggiatore di Green Book Nick Vallelonga, Mark Canton, Andrea Iervlino, la produttrice di Quentin Tarantino Shannon Mcintosh. «Mia madre è una persona umile», ha detto Maria Zulima, detta Maci, la figlia di Lina, «tutta quest'accoglienza la emoziona».
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