Huppert brilla nel film di Jacquot «La mia Eva non è femme fatale»

BERLINO. Un thriller dell’anima, volutamente contorto e con al centro la tradizionale lotta dei sessi. Eva di Benot Jacquot, che segna la sesta collaborazione del regista con Isabelle Huppert, si...
BERLINO. Un thriller dell’anima, volutamente contorto e con al centro la tradizionale lotta dei sessi. Eva di Benot Jacquot, che segna la sesta collaborazione del regista con Isabelle Huppert, si presenta così.
Il film in concorso al Festival di Berlino è un’adattamento dell'omonimo romanzo di James Hadley Chase del 1947 e racconta di Eva (Huppert) donna misteriosa e apparentemente luciferina, che fa la escort di alto bordo. La donna entra nella vita di Bertrand (Gaspard Ulliel), uomo molto più giovane di lei, finto scrittore e troppo fiducioso del suo fascino. Il loro incontro è occasionale e si svolge durante una tempesta di neve. Bertrand pensa di poter utilizzare la donna per la sua sterile creatività, ma poi per lui è ossessione d’amore fino alla perdita di sé. «No la mia Eva non è affatto una femme fatale. È troppo moderna e lontana da quella immagine. Certo quando si tratta di un certo tipo d’amore la colpa c’è è inevitabile», commenta la Huppert, ieri a Berlino alla presentazione del film. E a chi le chiede cosa pensa del movimento femminile #MeeToo risponde tiepida: «Ha la mia simpatia. Ho dato voce nei miei film a tanti tipi diversi di donna ed è ora giusto che le donne facciano sentire la loro voce per cambiare le cose definitivamente». «È un film d'azione mentale, ogni personaggio è portatore di un mistero, ha una sorta di sua personale oscurità drammatica», dice Benot Jacquot. «Questi due personaggi», continua il regista, «trovano l’uno nell’altro qualcosa che fa eco a ciò che è il loro modo di vivere ed entrambi forse sono come consapevoli di come andrà a finire». Spiega, infine il giovane attore Ulliel: «Subito il progetto mi ha appassionato, questo personaggio misterioso, complesso di cui dovevo vestire i panni mi dava psicologicamente molta libertà. Volevo farlo».
E Matilda De Angelis, classe 1995, non solo come giovanissima Shooting Star chiamata quest’anno a rappresentare l’Italia tra i talenti europei emergenti al Festival, ma anche per ricevere il Premio Bacco che viene assegnato ogni anno dai critici e inviati italiani presenti alla Berlinale. Per la De Angelis, che ha iniziato come cantante e musicista prima di approdare al cinema con l'interpretazione di Veloce come il vento di Matteo Rovere, tanti progetti: protagonista nel film di Bernardo Carboni, Youtopia nei panni di ragazza divisa tra mondo reale e virtuale. E sarà Soledad in Una vita spericolata di Marco Ponti, film che tra l'altro ha visto durante le riprese l'arresto per omicidio stradale di Domenico Diele.