I Bafta incoronano il film “1917” Phoenix e Zellweger migliori attori

4 Febbraio 2020

LONDRA. Trionfa “1917” - film di sentimenti pacifisti diretto da Sam Mendes, già regista di 007 - ai Bafta, i cosiddetti Oscar britannici del cinema, un antipasto dell'abbuffata di statuette...

LONDRA. Trionfa “1917” - film di sentimenti pacifisti diretto da Sam Mendes, già regista di 007 - ai Bafta, i cosiddetti Oscar britannici del cinema, un antipasto dell'abbuffata di statuette americane e il cui verdetto qualche volta rappresenta il presagio di quanto accadrà a Los Angeles. E che questa volta delude i pluri-nominati “Joker”, “The Irishman” e “C'era una volta a Hollywood” - rispettivamente di Todd Phillips, Martin Scorsese e Quentin Tarantino - costretti ad accontentarsi delle briciole o quasi rispetto alle 11 nomination incassate dai primi due o alle 10 del terzo.
A “1917” sono andati i riconoscimenti delle categorie regine, di fronte al solito parterre d'eccezione della platea di Londra, duchi di Cambridge, William e Kate, inclusi: quello per il miglior film, in cui ha prevalso su “The Irishman”, “Joker”, “C'era una volta a Hollywood” e il sudcoreano “Parasite”; e quello per la migliore regia, dove Mendes ha avuto la meglio su Scorsese, Phillips, Tarantino e Bong Joon-Ho.
Renée Zellweger, candidata pure all'Oscar e che ha già vinto il Golden Globe, si è imposta quale miglior attrice per l'interpretazione in “Judy”, la storia della vita di Judy Garland, riuscendo ad avere la meglio su Jessie Buckley, Scarlett Johansson, Saoirse Ronan e Charlize Theron; mentre Joaquin Phoenix in “Joker”, è ancor il miglior attore battendo Leonardo DiCaprio, Adam Driver, Taron Egerton e Jonathan Pryce.
“Parasite” si è ben difeso col premio per il miglior film in lingua straniera e quello per la sceneggiatura. Sono viceversa rimasti, come si diceva sotto, le attese complessive sia la pellicola di Phillips che quella di Scorsese che ha portato a casa un solo premio, andato a Brad Pitt, miglior attore non protagonista.
Sam Mendes non ha nascosto al momento della premiazione «l'entusiasmo» per l'onore concesso a un film ispirato liberamente alla storia di suo nonno. Autocritica rispetto alle discriminazioni imputate al mondo del cinema e ai Bafta in particolare, invece, nelle parole di ringraziamento di Joaquin Phoenix, che ha detto: «Mi pare che il messaggio alle persone di colore sia molto chiaro: non siete i benvenuti qui». Phoenix ha quindi denunciato il «razzismo sistemico» dell'industria del cinema, senza fare senza sconti neppure a se stesso. «È per me un onore e un privilegio essere qui, ma sono combattuto perché molti dei miei colleghi che lo meritano non ci sono», ha insistito, evocando la necessità di una svolta.
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