I cafoni di Fontamara di scena oggi al Museo delle Genti

PESCARA. La Casa della Memoria, oggi, aprirà le porte per il suo ultimo appuntamento, alle 18, nel Museo delle Genti D'Abruzzo in via delle Caserme a Pescara. Sarà di scena una lettura teatrale del...
PESCARA. La Casa della Memoria, oggi, aprirà le porte per il suo ultimo appuntamento, alle 18, nel Museo delle Genti D'Abruzzo in via delle Caserme a Pescara. Sarà di scena una lettura teatrale del romanzo di Ignazio Silone, “Fontamara”, a cura di Francesca Camilla D’Amico e Marcello Sacerdote. Il reading porterà il pubblico, spiegano le note di presentazine dello spettacolo, «nella Valle del Fucino, nel cuore della Marsica abruzzese, ai tempi del fascismo, attraverso lo sguardo dei “cafoni”, contadini e paesani che tra sudore, miseria, terra arida, terra promessa, terra rubata, terra violata, si confrontano con un mondo fatto di continue ingiustizie e soprusi, dominato da “impresari” senza scrupoli ed in cui i diritti fondamentali dell’uomo sembrano ancora essere delle lontane conquiste». “Fontamara” è il primo romanzo dello scrittore di Pescina scomparso nel 1978. Lo spunto della storia del libro: dal 1º giugno 1929 nel paese di Fontamara non arriva più l'elettricità. Sperando di rimediare a questa “fatalità” ogni contadino analfabeta firma una misteriosa "carta bianca", portata da un graduato della milizia, la quale si scoprirà essere in realtà l'autorizzazione a togliere l'acqua per l'irrigazione per indirizzarla verso i possedimenti dell'Impresario, un imprenditore legato al regime che ha ottenuto la carica di podestà.
«La storia», proseguono le note, «si svolge negli anni ’30 a Fontamara, paesino sottosviluppato delle montagne abruzzesi, arretrato economicamente e tecnologicamente. I fontamaresi infatti sono contadini poveri, sopravvivono a fatica coltivando la terra ostile, isolati dal mondo, analfabeti. Conducono nella miseria una vita immutata da secoli , in più sono derisi e imbrogliati, anche a causa dell'avidità dell'Impresario, uomo d'affari senza scrupoli insediatosi con prepotenza nel loro territorio. Tra tentativi di protesta e di rivalsa, la storia d'amore tra Berardo ed Elvira e riferimenti agli eventi storici dell'epoca fascista, Ignazio Silone tratteggia uno spaccato di vita italiana di inizio Novecento, con riflessioni profonde e perennemente attuali su corruzione, censura, libertà e riscatto sociale».
I posti per lo spettacolo sono quasi terminati per cui gli organizzatori consigliano di prenotare appena possibile. Il prezzo del biglietto è 10 euro e comprende anche l’ingresso nel museo e una degustazione di vino a cura della cantina Tenuta Arabona.
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