I capolavori della maiolica di Carl’Antonio Grue: ecco le collezioni in Abruzzo

20 Dicembre 2023

TERAMO. Piatti da parata, zuppiere, grandi vasi da pompa, portachicchere e altri strepitosi pezzi, finemente decorati con scene di caccia, soggetti mitologici, storici, allegorici, con motivi...

TERAMO. Piatti da parata, zuppiere, grandi vasi da pompa, portachicchere e altri strepitosi pezzi, finemente decorati con scene di caccia, soggetti mitologici, storici, allegorici, con motivi fitomorfi e stemmi familiari. Sono solo alcuni dei preziosi manufatti realizzati da uno dei protagonisti dell’arte maiolicara castellana, il ceramista barocco Carl’Antonio Grue, tra i maggiori decoratori di maioliche del suo tempo, noto anche in ambito europeo, erede di una già nota bottega. Un pregevole volume lo celebra nel tricentenario della morte, “Carl’Antonio Grue (1655-1723). Capolavori della maiolica barocca castellana dalle collezioni pubbliche abruzzesi”, presentato lunedì a Roma nella Cappella dei Condannati del Museo nazionale di Castel Sant’Angelo.
Il volume, 133 pagine con saggi e contributi sui repertori museali, è a cura di Pierluigi Evangelista, direttore dei Musei civici di Loreto Aprutino, e Maria Cristina Ricciardi, docente del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze sociali dell’università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. La Fondazione dei Musei Civici di Loreto Aprutino celebra così figura e opera di Carl’Antonio Grue, esponente di una delle più famose dinastie di ceramisti di Castelli, il paese teramano alle falde del Monte Camicia, tra le storiche capitali europee dell’arte maiolicara. «Il taglio che si è voluto privilegiare per la monografia», si legge nella presentazione, «è stato quello di porre in rilievo l’opera del grande maestro castellano in relazione alle pubbliche raccolte presenti nel territorio abruzzese, sottolineando l’importanza che queste assumono nel documentare e promuovere l’alto valore della sua opera. Il Museo Acerbo di Loreto Aprutino, tramite l’attuazione di questa ambiziosa iniziativa culturale e attraverso la stretta collaborazione con Museo d’arte Costantino Barbella di Chieti, Museo capitolare di Atri, Museo delle ceramiche di Castelli, Fondazione Museo Paparella Treccia e Devlet di Pescara, ha assunto il ruolo di capofila e referente delle collezioni pubbliche regionali, nell’attività di divulgazione e valorizzazione del considerevole patrimonio ceramico, dislocato sul territorio abruzzese e conservato in questi musei». Intanto a Castelli al Museo delle ceramiche è in corso la mostra “L’oro nelle mani – Castelli ricorda Carlo Antonio Grue”, visitabile fino al 7 gennaio.