I capolavori in bianco e nero della grande Sebastiana Papa, teramana cittadina del mondo

1 Luglio 2023

TERAMO. «Sono tutta negli occhi, nello sguardo, in una comunione costante e continua con ciò che vedo»: la grande fotografa teramana Sebastiana Papa non amava parlare di sé, preferendo con luminosa...

TERAMO. «Sono tutta negli occhi, nello sguardo, in una comunione costante e continua con ciò che vedo»: la grande fotografa teramana Sebastiana Papa non amava parlare di sé, preferendo con luminosa modestia lasciare la parola alle sue immagini, alle fotografie scattate in giro per il mondo, viaggiando sola anche nelle aree difficili del pianeta per narrare volti, corpi, gesti, anime, riti, danze. Donne, soprattutto, con un’attenzione speciale al monachesimo femminile, qualunque fosse il credo delle religiose, e vecchi, bambini, i fragili, i poveri, sempre raccontati con rispetto, con empatia e laica partecipazione. India e Israele, i luoghi più amati. E la Cuba della rivoluzione, l’Africa della decolonizzazione, l’austera Russia sovietica, l'inquieta Parigi del ’68. Prende spunto da quella sua frase il titolo dell’emozionante mostra allestita a Teramo a L’Arca “Sono tutta negli occhi. Sebastiana Papa fotografa (1932-2002)”, curata dallo storico della fotografia Gabriele D’Autilia e dall’antropologo Gianfranco Spitilli, docenti del Dipartimento di Scienze della comunicazione dell’ateneo teramano, a cui fanno capo ideazione e direzione scientifica. Inaugurazione oggi alle 18.
La mostra organizzata da Bambun aps, accompagnata dal bel catalogo di Ricerche & Redazioni, è promossa e finanziata dal Comune di Teramo, assessorato alla Cultura e vede promotori anche Università e Iccd-Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (ministero della Cultura) di Roma, a cui i fratelli di Sebastiana Papa, Salvatore, Marcello e Luciano, donarono nel 2006 lo sterminato archivio. Sul Fondo Papa, conservato nel gabinetto fotografico dell’Iccd, hanno lavorato i curatori, con una paziente e devota opera di indagine e selezione su un giacimento di circa 7 mila pellicole negative 35 mm, comprendente inoltre una vasta raccolta di provini, stampe fotografiche di vario formato, materiali di lavoro, oltre alle macchine usate da Sebastiana nei suoi reportage, due Leica M3. Sono centoventi le foto in bianco e nero esposte a L’Arca. Altri dieci scatti, in grande formato, saranno in mostra permanente all’università di Teramo, polo Spaventa (vernice di questa sezione il 19 luglio).
Il percorso espositivo a L’Arca si apre con la foto scattata nella regione indiana del Darjeeling nel 1969 da Sebastiana Papa a una piccola rifugiata tibetana, che le rivolge un mudra di saluto, gesto che accoglie anche noi visitatori. Fotografa dell’anima, della gentilezza, dei sorrisi, dagli anni Sessanta l’autrice abruzzese, che nel 1950 si era trasferita a Roma per frequentare alla Sapienza la facoltà di Lettere e filosofia, ha girato il mondo, camminando e cercando, puntando lo sguardo limpido sulla quotidianità della gente comune come sugli accadimenti epocali e i personaggi non comuni. Papa ha nutrito le immagini di silenzio e attesa, doni oggi sconosciuti, riuscendo a cogliere “il femminile di Dio” (come s’intitola un suo libro edito da Fahrenheit), a raccontare e accomunare la preghiera di cristiani, ebrei e musulmani, a scorgere la tenerezza e il sacro dentro il disagio e il dolore. Ha esposto in tutto il mondo, collaborato coi maggiori periodici italiani e stranieri, pubblicato ventisei volumi con Mondadori, Garzanti, Franco Maria Ricci, Casa Usher, Edizioni Paoline.
Non era semplice realizzare un'antologica partendo da un materiale così vasto, ma Sono tutta negli occhi, oltre al merito di riportare Sebastiana a Teramo, riesce a toccare tutti i temi a lei cari. La mostra, sostenuta da Fondazione Tercas, Bim, Camera di Commercio Gran Sasso, Provincia di Teramo, Fondazione UniTe, resterà aperta fino al 19 novembre. Orari: giovedì 17-20, venerdì 10-13/17-20, sabato 17-20, domenica 10-12/17-20. Ingresso gratuito.