I Dieci piccoli indiani di Agatha Christie in scena a Pescara

24 Gennaio 2018

PESCARA. La stagione di prosa della Società del teatro e della musica “Luigi Barbara” prosegue, ogi e domani al Circus di Pescara, con un classico di Agatha Christie “Dieci piccoli indiani ...E non...

PESCARA. La stagione di prosa della Società del teatro e della musica “Luigi Barbara” prosegue, ogi e domani al Circus di Pescara, con un classico di Agatha Christie “Dieci piccoli indiani ...E non rimase nessuno!”interpretato da Ivana Monti, Leonardo Sbragia, Mattia Sbragia, Carlo Simoni, Giulia Morgani, Pierluigi Corallo, Caterina Misasi, Pietro Bontempo, Luciano Virgilio e Alarico Salaroli, per la regia di Ricard Reguant. Per la prima volta nella storia della commedia e in accordo con la Agatha Christie Limited, la compagnia porta sul palcoscenico il finale originale del romanzo del 1939 e rende così giustizia all'adattamento teatrale operato dalla stessa Christie.
Gli spettacoli andranno in scena stasera alle 21 e domani alle 17. Il biglietto di ingresso costa 27 euro per le poltronissime e 22 euro per le poltrone (per i soci della Società Luigi Barbara, i biglietti costano, rispettivamente, 25 e 20 euro).
La storia. Siamo nel 1939, l'Europa è alle soglie della guerra. Per motivi diversi, dieci sconosciuti sono stati invitati su una bellissima isola deserta. Arrivati nelle camere, gli ospiti trovano la poesia "Dieci piccoli indiani" affissa sugli specchi di ciascuna stanza. La filastrocca parla di come muoiano, uno dopo l'altro, tutti i dieci indiani. Una serie di morti misteriose infonde il terrore negli ospiti dell'isola, che iniziano ad accusarsi a vicenda fino ad arrivare ad una scioccante conclusione. L'assassino si nasconde tra di loro.
«Forse si tratta del romanzo più cupo di Agatha Christie», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, «probabilmente proprio a causa degli echi della guerra che si sarebbero fatti sentire di li a poco. Grazie a questa cupezza, però, la scrittrice da sfogo a una vicenda piena di intrigo e suspense che trova il suo apice in un finale tra i più elettrizzanti e spiazzanti mai scritti».
«L'uso della filastrocca infantile», proseguono le note, «ribadisce il clima angosciante che pervade tutto il romanzo e che si manifesta tra i due poli contraddittori della colpa e dell'innocenza. Come scrive il critico inglese Falzon, la stessa filastrocca “è un'arma a doppio taglio, aiuta a creare quell'atmosfera magica e surreale, quella regressione infantile verso una vacanza nell'irrazionale e allo stesso tempo scandisce, con il suo ritmo inesorabile, la minaccia di morte che incombe su ciascun personaggio. Tutti professionisti sicuri di se e della solida posizione sociale che viene messa in discussione dal preciso momento in cui sbarcano sull'isola”». Nel 1943, Christie adattò il romanzo per il palcoscenico: lo spettacolo rimase in cartellone a Broadway per 426 repliche. L'opera teatrale differisce dal romanzo nel finale, in quanto la Christie non voleva dare al pubblico un finale cosi altamente drammatico, specie in quegli anni: decise, cosi, di cambiarlo con un lieto fine che, riletto oggi, risulta un po' deludente e frettolosamente pasticciato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.