I diritti di Barbano a Pescasseroli «Viva il principio di responsabilità»

26 Agosto 2018

PESCASSEROLI. L’incontro conclusivo dei sette appuntamenti in rassegna a “Pescasseroli legge” è riservato al giornalista Alessandro Barbano, direttore del Mattino di Napoli fino al giugno scorso. Ad...

PESCASSEROLI. L’incontro conclusivo dei sette appuntamenti in rassegna a “Pescasseroli legge” è riservato al giornalista Alessandro Barbano, direttore del Mattino di Napoli fino al giugno scorso. Ad accoglierlo, oggi alle 17.45, in piazza Umberto I, saranno Dacia Maraini e Piera Degli Esposti, lettrice d’eccezione, per parlare del suo saggio “Troppi diritti – L’Italia tradita dalla libertà” (Mondadori, 181 pagine).
Alessandro Barbano, il pubblico del festival si è interessato in questi giorni a discutere di cose concrete e cercare chiavi di interpretazione della realtà. Anche il suo è un libro “necessario”?
Credo di sì, è un libro che afferma un principio controcorrente, sull’idea di una nuova categoria, il “dirittismo” dei troppi diritti pretesi, presente in un contesto culturale e politico alquanto in degrado. Più le “pretese” dei cittadini si manifestano più le “promesse” della politica aumentano, in una condizione in cui ha perso valore il merito. Una spirale non sana che produce nella società instabilità e conflitto. Tutti i diritti hanno un prezzo e qualcuno lo deve pagare; questo prezzo si collega talvolta a un diritto/dovere e ci sono diritti che pagheranno le generazioni successive. Questa ipertrofia dei diritti, come un virus, si traduce in diffidenza verso le istituzioni, nella sanità e nella cultura, e genera astensionismo e cieca fede nella tecnica comunicativa di Internet, di social come Facebook o Twitter, fattori disgreganti per la democrazia, in declino in Italia.
E’ un problema di assenza di senso di responsabilità?
«Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza delle generazioni future», affermava Hans Jonas, il grande filosofo tedesco nella suo lavoro “Il principio di responsabilità”, come principio cardine dell’etica. Un pensiero ambientalista che potrebbe imprimersi nella coscienza generale come argine all’eccesso di potere che l’uomo ha ormai conquistato. Non responsabili dunque perché liberi, ma liberi perché responsabili.
I suoi legami con l’Abruzzo?
Profondi, per l’amore che ho verso questa terra bellissima e l’ammirazione che nutro verso i suoi abitanti. Da giornalista come non dire il coraggio, la forza, la tenacia che ho visto e che non dimenticherò mai. Questa regione meriterebbe studi più approfonditi sulla sua complessa storia, sul controverso racconto dei Borboni, su quanti illuminati artisti, scrittori, personaggi storici, l’hanno resa nota nel mondo. Penso a Silone, Celestino V, Ovidio o D’Annunzio.
Come è impegnato professionalmente in questo periodo?
Molto sulla scrittura e partecipo volentieri per presentare i miei libri. Con il quotidiano Il Foglio ho avviato una collaborazione stimolante e molto vivace. Uno spazio dove poter dispiegare la propria creatività, andandosi a prendere le vere notizie, oltre il senso comune.
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