I disperati di Kaurismaki e gli anoressici di Hausner: storie di disagio a Cannes

Le “disgustose” rivelazioni di Jude Law, protagonista di “Firebrand” Essenza a base di «urina e sudore» per entrare nella parte di Enrico VIII
CANNES. Il festival di Cannes passa la boa della prima settimana, mentre attende i tre film italiani del concorso (Rapito di Marco Bellocchio, Il sol dell'avvenire di Nanni Moretti, La Chimera di Alice Rohrwacher), i titoli in gara prestigiosi come Asteroid City di Wes Anderson, The Old Oak di Ken Loach, Perfect Days di Wim Wenders, L'eté dernier di Catherine Breillat, e poi ancora la lezione di Quentin Tarantino e l'incontro con Jane Fonda.
Intanto nel settimo giorno di questa 76ª edizione i due film passati in concorso conquistano la platea: Club zero dell'austriaca Jessica Hausner e Les feuilles mortes del finlandese Aki Kaurismaki. Mentre il glamour è assicurato a tarda sera dalla premiere di The Idol, la serie tv diretta da Sam Levinson, prodotta e interpretata dal cantante canadese The Weeknd con Lily Rose Depp, la figlia di Vanessa Paradis e Johnny Depp (sarà trasmesso dal 5 giugno su Sky e Now).
Jude Law ha divertito e disgustato la stampa con il dietro le quinte del film Firebrand di Karim Ainouz, che racconta la relazione pericolosa tra re Enrico VIII e la sua sesta e ultima moglie Catherina Parr, interpretata da Alicia Vikander. Completamente irriconoscibile nei panni del tiranno, l'attore inglese offre una performance notevole, per la quale si è fatto aiutare da un profumo appositamente creato per lui per entrare nel mood del tiranno. «Urina di gatto, sangue, materia fecale e sudore. Inizialmente l'ho usato con parsimonia poi sempre di più per creare quell'atmosfera giusta quando entrava a corte», ha spiegato tra l'horror generale. «Tutti noi sul set abbiamo lottato per non vomitare dall'odore» ha detto Vikander, che è riuscita a rendere con efficacia la regina, intelligente, colta, quasi una femminista ante litteram. A chi gli chiedeva cosa pensasse della monarchia britannica, dopo essersi immerso nel tema, l’attore inglese risponde divertito. «Non mi interessa granché», spiega Law, tornato in forma e presentatosi a Cannes con inediti baffoni biondi, «a parte gli aspetti più teatrali».
Con uno stile vicino al cinema di Yorgos Lanthimos e allo stesso presidente di giuria Ruben Ostlund, Club zero di Jessica Hausner è un dramma psicologico teso come un thriller, una storia di plagio legata al disagio dei giovani che in questa epoca soffrono tremendamente per le aspettative dei loro genitori, che li vogliono primeggiare a scuola e nello sport fin dall'adolescenza. Così quando l'ascetica Miss Novak (Mia Wasikowska) entra nel ricco liceo privato proponendo un corso di nutrizione, trova una classe disposta non solo ad ascoltarla, ma a seguirla in una sorta di setta che mira al digiuno totale, il “club zero” del titolo. Disturbi alimentari, anoressia, ortossia sono dietro l'angolo, come tante volte accade nella realtà: i ragazzi non toccano cibo convinti che saranno leggeri, liberi dai condizionamenti, amici del pianeta. Arriverà in sala con Academy Two.
Les feuilles mortes di Kaurismaki è invece targato Lucky Red. Il regista finlandese di Miracolo a Le Havre, L'uomo senza passato e Leningrad Cowboys go America era atteso con il nuovo lavoro: non ha deluso, anzi ha avuto grandi applausi, piazzandosi tra i probabili vincitori per il tratto poetico che sempre dà ai suoi film. È la storia di due solitudini che si incontrano, due persone che provano a stare al mondo con fatica, vivendo in case tristi, facendo lavori faticosi e sempre a rischio. Sono Ansa (Alma Pöysti), che lavora in un supermercato ma viene licenziata su due piedi quando ruba un cibo scaduto destinato al macero, e Holappa (Jussi Vatanen), metalmeccanico che vive in un container, con la vodka sempre pronta per dimenticare. In una Helsinki vista così dal basso, i due malinconici si incontrano e si trovano, simili come sono, guardando insieme un film di zombie. I loro incontri, malgrado tutto, si accendono di umanità e speranza, mentre la radio continua a dare notizie dell'invasione russa in Ucraina. Con Kaurismaki, come sempre, l'amore vince su tutto.