I fantasmi e i cafoni di Silone “Fontamara” in scena a Pescina

2 Marzo 2019

PESCINA. Debutta questa sera alle 21 al teatro San Francesco du Pescina la nuova coproduzione firmata Tsa e Lanciavicchio: “Fontamara”, allestimento tratto dal romanzo di Ignazio Silone con...

PESCINA. Debutta questa sera alle 21 al teatro San Francesco du Pescina la nuova coproduzione firmata Tsa e Lanciavicchio: “Fontamara”, allestimento tratto dal romanzo di Ignazio Silone con adattamento scenico e drammaturgia di Francesco Niccolini.
La pièce narra la storia di Berardo Viola e di Elvira, dei fontamaresi e di quel mondo di abusi e soprusi di cui furono tragicamente vittime. I «cafoni» di Silone, oppure i fantasmi di uno spaccato della società di mezzo, la guerra e il fascismo da una parte, i latifondisti e l’avidità dall’altra, il tutto raccontato attraverso la straordinaria recitazione di 5 attori che daranno voce, a turno, a più personaggi, a volte vittime, altre carnefici. Voci. E Fantasmi. Talvolta fantasmi di fantasmi. Così i 5 attori danno voce a un mondo, a un paese, ai suoi abitanti e pure ai loro carnefici. Raccontano quel mondo quasi fosse un’opera sinfonica. Le voci dei protagonisti si accavallano con quelle dei personaggi minori: ogni attore deve acrobaticamente passare da un’identità all’altra. Giuvà, Matalè, il loro figlio, Marietta, Scarpone, e poi il generale Baldissera, Papasisto, Venerdì Santo, Ponzio Pilato, Betta Limona, l’impresario, il cavalier Pelino, don Circostanza, le mogli, i carabinieri, un prete venduto, un sacrestano disperato...un mondo si affolla sul palcoscenico attraverso una partitura ferrea, un’alternanza di presenze e testimonianze. Perché di testimoni si sta parlando: quasi fossimo di fronte a un giudice, o forse al Giudizio Universale, sono tutti chiamati a ricostruire quei giorni osceni pieni di vergogna violenza e disumano accanimento sui più indifesi.
In scena Angie Cabrera, Stefania Evandro, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Giacomo Vallozza, diretti da Antonio Silvagni. Musiche originali di Giuseppe Morgante.
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