I fiori di Lorenzo Scotto di Luzio a Vistamare

11 Maggio 2024

Visitabile dal 13 maggio al 27 settembre nella galleria pescarese la personale del pittore napoletano

PESCARA. «Tout le monde se fout des fleurs, a nessuno importa dei fiori e io li dipingo, l'arte una via di fuga dall'isteria della guerra senza fine, dall'incombere della catastrofe collettiva. Una finzione che io stesso mi sono costruito e in cui vivo completamente immerso». Così Lorenzo Scotto di Luzio al Centro, che lo ha raggiunto in anteprima sull'apertura della sua prima personale nella galleria Vistamare a Pescara, opening oggi alle 18. Scotto di Luzio (Pozzuoli, 1972) è l'artista invitato dalla galleria di Benedetta Spalletti a esporre i suoi acrilici in una mostra inedita che coprirà l'arco estivo, aperta al pubblico dal 13 maggio al 27 settembre, con ingresso libero.
Tout le monde se fout des fleurs è il titolo della mostra appositamente realizzata per le sei sale della galleria in Largo dei Frentani, quaranta opere realizzate tra il 2023 e il 2024, che sembrano trasporre in pittura un verso del poeta Sandro Penna: «un fiore chiama l’altro». L'artista napoletano gioca concettualmente, e con drammatica ironia, sul rapporto tra verità e finzione, arte e realtà. Rimescola stili e idee pittoriche, dipinge in serie vasi di fiori, «quadri commerciali, con titoli svenevoli e apparentemente sciocchi». E prende le distanze dal mondo, apparentemente.
Artista dall'imprinting internazionale legato al movimento Fluxus, Scotto di Luzio mette qui in gioco le sue abilità accademiche con dipinti floreali, gigli di mare, girasoli, fiori di campo. Quadri che vanno oltre l’intenzione di esplorare formalmente un motivo così ricorrente nella storia dell’arte, avverte una nota. Pur risentendo di una certa attrazione tanto verso la pittura del primo Novecento italiano quanto verso le atmosfere cromatiche tipiche della pittura realista di Edward Hopper, Scotto di Luzio reinventa e trasforma i valori compositivi ora con toni sgargianti, ora con tinte svenevoli o con un bianco e nero graffiante, in un continuo gioco di specchi tra pittura colta e pittura naïve. Nella sua accattivante semplicità, la mostra potrebbe disorientare e quasi irritare per l’apparente disinvoltura con cui l’artista propone una pittura disimpegnata e demitizzata. Se in passato l’artista ha utilizzato spesso la propria immagine nel quadro più ampio di una riflessione sulla società contemporanea, in questa mostra si rivolge esclusivamente a immagini naturali, come a volersi sottrarre al racconto identitario in un’epoca focalizzata sull’identità, sul corpo e sulla relativa percezione. Eppure, va avanti la nota, in alcune delle opere esposte, accanto ai fiori, sono catturati i residui della presenza umana, evocata attraverso oggetti estratti dalla quotidianità - una sigaretta abbandonata sul posacenere, un bloc-notes che ricorda un appuntamento, un giornale dimenticato sul tram - come brani di un personale romanzo.
Tra le esposizioni personali dell'artista, che attualmente vive e lavora a Berlino, si ricordano Una mostra straordinaria (Vistamare Milano, 2022); In bocca a te ogni cosa muore (Kunst Meran, Merano 2017); Pane al pane” ( Fondazione Morra Greco, Napoli 2015); Persona in meno (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino 2010); Untitled, (Ancient&Modern Gallery, Londra 2008); Tableaux vivants (Museo Madre, Napoli 2007).