I giocattoli di Marchegiani a Venezia contro la guerra

Il creativo abruzzese dal 26 ottobre alla Bugno Art Gallery con la mostra “Toys” «L’emblema è un aeroplanino di carta con due bombe sotto la carlinga»
PESCARA. «Mi definirei un creativo. Un artista no, perché non sta a me dirlo». La creatività è indubbiamente il tratto distintivo delle opere dell’abruzzese Pep Marchegiani. Una personalità eclettica, un personaggio molto noto in Italia e fuori dai confini nazionali, che affronta da anni le problematiche che investono la società contemporanea, lanciando messaggi forti. Pep Marchegiani, 47 anni, nato ad Atri e cresciuto a Montesilvano, sbarcherà ora a Venezia, nella prestigiosa galleria internazionale Bugno Art Gallery, dove porterà la sua personale “Toys”. La mostra è in programma a Venezia dal 26 ottobre al 20 novembre; farà poi tappa in altre città italiane.
“Toys”, ossia “giocattoli”. Un progetto artistico che, spiega Marchegiani, ruota intorno «all’attuale tema della guerra e dell’infanzia, con particolare riferimento alla negazione del diritto al gioco per i bambini, che ne sono inconsapevoli e indifesi protagonisti». La personale nasce da uno studio sui giocattoli dei bambini che vivono «in zone disagiate, come la Liberia ai tempi della guerra. Sostanzialmente, la mutazione dei giocattoli in funzione del luogo in cui il bambino vive». Tra i toys protagonisti della mostra c’è un Pinocchio realizzato con un arto artificiale. L’intento, sottolinea l’artista, è «sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che i giocattoli sono proiezioni della crescita dei bambini».
In esposizione ci saranno circa venti opere stampate su acciaio mirror, che riproducono una serie di giocattoli. «Ogni giocattolo porta con sé un messaggio», precisa Pep Marchegiani. «L’emblema della mostra è un aeroplanino di carta con due bombe sotto la carlinga».
Per la sua valenza sociale, “Toys” ha suscitato l’interesse di Cesvi Onlus, organizzazione umanitaria fondata a Bergamo nel 1985, che opera in 20 Paesi del mondo e si occupa, tra le numerose attività, di bambini. Sono oltre 100 i progetti messi in campo da Cesvi. «La mostra è realizzata in collaborazione con Cesvi Onlus, a sostegno della quale, in occasione dell’evento veneziano, verrà promossa una raccolta fondi», annuncia Marchegiani. «“Questa Onlus aiuta bambini di tutto il mondo attraverso progetti molto importanti. Mi sono innamorato di questa realtà, che mi ha onorato del proprio patrocinio. Io ho dato il consenso all’utilizzo gratuito di tutte le immagini della mostra: realizzeranno delle t-shirt che venderanno per la campagna Liberi tutti».
L’inaugurazione della mostra veneziana sarà preceduta dall’inaugurazione di una grande installazione, che campeggerà sulla facciata di Palazzo Sirena a Francavilla dal 20 ottobre al 20 novembre. “Heartquake”, questo il titolo dell’installazione riproduce uno dei soggetti della mostra. «L’opera, letteralmente “Cuore tremante”, riproduce un piccolissimo palloncino gonfio d’aria che rompe le catene. Una metafora sulla libertà che non può essere imprigionata da nessuna catena. L’installazione è realizzata in collaborazione con il Cesvi per la Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia».
In previsione di questi appuntamenti, Marchegiani e l’art-advisor e collezionista Massimo Fazzini hanno ideato un catalogo dal titolo “Io Pep Marchegiani”, che ripercorre la storia artistica del creativo abruzzese dalle origini a oggi. Una pagina del volume, in distribuzione gratuita nel circuito delle gallerie internazionali, sarà dedicata proprio a Cesvi Onlus. Le opere di questo eclettico artista sono sempre caratterizzate da un messaggio forte e attuale. Sono numerose le sue performance artistiche che hanno interessato città come Roma, Venezia e Caserta, nate con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica: dallo scandalo «tutto italiano del ponte costruito da Calatrava a Venezia, inaccessibile ai disabili», alla Reggia di Caserta, messa in vendita per far riflettere sul decadimento del patrimonio artistico e culturale italiano. O, ancora, la performance “Pasquino 2.0”: Pep Marchegiani incappucciò le statue dei personaggi illustri, nel parco del Pincio, per impedir loro di vedere lo stato in cui versava la città di Roma, «all’ombra di se stessa». Per il futuro, l’artista ha un progetto ben preciso: «Continuare a fare arte in maniera libera e indipendente».
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