I gioielli dell’arte da Pescara all’Expo di Milano

Dieci quadri del collezionista Di Persio scelti da Sgarbi per la mostra “Il Tesoro d’Italia”
PESCARA. È il prestatore di opere d'arte numero uno di Expo ed è pescarese. L'imprenditore e collezionista pescarese Venceslao Di Persio ha accordato 10 capolavori dell'Ottocento italiano a Vittorio Sgarbi, dopo mesi di richieste e trattative sulla tutela delle opere da esporre nella mostra "Il Tesoro d'Italia". La mostra mette in luce artisti e opere particolarmente significativi provenienti dalle diverse regioni italiane. L'Abruzzo dovrebbe essere rappresentato - stando alle ultime informazioni divulgate dal critico d'arte – da opere di questi autori: Silvestro dell'Aquila, Saturnino Gatti, Giacomo da Campli, Costantino Barbella, Teofilo Patini, Francesco Paolo Michetti e Michele Cascella, provenienti da collezioni museali, di fondazioni e private. Ma l'apporto della collezione Di Persio, ancora al centro di polemiche perché corre il rischio di essere portata via dalla propria città, va oltre la rappresentanza abruzzese con opere di artisti soprattutto campani.
Ecco i nomi dei maestri pittori che hanno firmato i prestigiosi quadri che hanno catturato l'interesse di Sgarbi e del suo staff: Antonio Mancini, Michele Cammarano, Attilio Pratella, Francesco Paolo Michetti, Giocchino Toma, Michele Tedesco, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Anton Sminck van Pitloo, a cui si aggiunge il capolavoro seicentesco di Guido Cagnacci che rappresenterà l'Emilia Romagna nella grande mostra curata da Sgarbi, il quale all'opera di Cagnacci ha anche dedicato di recente una pagina su Sette, il magazine del Corriere della Sera. È ancora presto per scoprire le opere scelte, ma si tratta senz'altro di eccezionali momenti pittorici della storia dell'arte italiana, che la mostra svelerà a breve. E si tratta solo di una piccola parte della ricca raccolta Di Persio che conta circa 200 pezzi italiani e francesi, alcuni dei quali contesi da musei e istituzioni culturali italiane e straniere.
Anche se Venceslao Di Persio, con la moglie Rosanna Pallotta, preferirebbe metterli a disposizione della collettività a proprie spese, attraverso una Fondazione e un museo appositi da realizzare negli spazi della ex Banca d'Italia in viale D'Annunzio a Pescara. Ad ostacolare questo progetto c'è una vicenda amministrativa e giudiziaria legata all'immobile tutelato dalla Soprintendenza, che rischia di far perdere alla città l'importante occasione di conservare ed esporre in permanenza il tesoro di Di Persio. Del quale Expo darà un assaggio proprio nell’esposizione “Il Tesoro d'Italia”.A impedire di fatto il progetto, tra traversie burocratiche e giudiziarie, c'è una diversa interpretazione da parte del collezionista e dei suoi tecnici da un lato, e della Soprintendenza per i beni architettonici dall'altro, sulla possibilità di chiudere la “corte interna” dello stabile al fine di recuperare quella superficie necessaria per rendere museabile la ex struttura bancaria acquistata per questo scopo da Di Persio La Collezione Di Persio raccoglie opere pittoriche dell'Ottocento di enorme valore artistico, mese insieme dall’ex proprietario dell’hotel Carlton a Pescara e dalla moglie Rosanna Pallotta in 30 anni di ricerche in tutto il mondo, con l'idea di creare un collegamento tra due grandi scuole pittoriche dell'Ottocento europeo, quella napoletana e quella francese di Barbizon, che annovera dipinti di autori come Gustave Courbet, Charles-François Daubigny, Rosa Bonheur, Theodore Rousseau, Constant Troyon, Georges Michel e Narcisse Diaz de la Peña, senza contare gli enciclopedici maestri italiani del periodo (da Mancini a De Nittis, da Morelli a Cammarano, solo per citarne qualcuno), pittori francesi già in permanenza al d'Orsay, punto di riferimento in Europa per l'arte del secondo Ottocento, e in molti altri musei internazionali da cartolina. Per le sue opere, Di Persio ha ricevuto richieste di prestito per importanti esposizioni internazionali.
E la collezione è tuttora corteggiata, per una donazione, da istituzioni culturali ed enti in Italia e all'estero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA