I grandi abruzzesi nel pennello ironico di Pep Marchegiani

MONTESILVANO. Per una volta ha messo da parte la sua caratteristica irriverenza pop per esaltare l’Abruzzo e i suoi personaggi più illustri. Questo l’obiettivo dell’artista montesilvanese Pep...
MONTESILVANO. Per una volta ha messo da parte la sua caratteristica irriverenza pop per esaltare l’Abruzzo e i suoi personaggi più illustri. Questo l’obiettivo dell’artista montesilvanese Pep Marchegiani che da domani e fino amartedì 21 luglio sarà presente all’interno dello Spazio Culturale Br1 di Montesilvano Colle con un’esposizione dal titolo “Rapagnett&Friends – mostra fakegrafica della memoria storica abruzzese”.
Si tratta di un vero e proprio viaggio storico e artistico attraverso il quale Marchegiani rende omaggio, in chiave fake, a una cinquantina di personaggi abruzzesi, più o meno noti, viventi o del passato, che in qualche modo hanno fatto la storia italiana e non solo. «Tutto è nato quando mia figlia mi ha chiesto chi fosse Gabriele D’Annunzio», rivela Marchegiani. «A quel punto ho iniziato a riflettere su quali personaggi illustri fossero nati in Abruzzo e su quanti di essi fossero realmente conosciuti dai loro corregionali». L’artista pop rivela di aver fatto in merito ricerche e piccoli sondaggi. «Basta chiedere agli abruzzesi di citare 5 personaggi», prosegue, «per rendersi conto che molti non arrivano neanche al secondo. Se a questo aggiungiamo che molta gente non sa neanche che D’Annunzio si chiamava Rapagnetta o che per molti il personaggio più noto d’Abruzzo è Rocco Siffredi, che per quanto bravo nel suo settore non può di certo rappresentare la cultura abruzzese, allora appare evidente lo scopo del progetto».
Nell’esposizione trovano dunque spazio il Vate vestito da superman, Benedetto Croce con l'ipad o la cantante Madonna inserita nel celebre dipinto di Francesco Paolo Michetti “La figlia di Iorio”. Ma anche Corradino D’Ascanio, Vito Taccone, Marco Verratti, Ettore Troilo o Jarno Trulli che veste i panni di Tazio Nuvolari, vincitore della Coppa Acerbo nel 1932. «Non mancano ovviamente le provocazioni», prosegue l’artista, «ma solo per evidenziare che, ad esempio, una persona svezzata ad arrosticini come Rocky Marciano può diventare un campione del mondo o che partendo nel ‘600 da Pescina, come il cardinale Mazzarino, si poteva diventare reggente di Francia».
Ma la mostra nasce soprattutto con lo scopo di dare un volto o un’identità a personaggi famosi all’estero ma sconosciuti nella loro terra d’origine. «Tocchiamo tutti i giorni il mouse ma non conosciamo il suo ideatore Pierluigi Zappacosta», aggiunge. «Ignoriamo quello “sfigato” di Gaetano D’Achille, che è dovuto volare in Colorado per poi scoprire tracce di acqua su Marte, o non sappiamo chi sia il fumettista Tanino Liberatore, che si è permesso di dire al regista di Terminator che avrebbe almeno potuto pagargli un caffè. Insomma, prima di esportare la mostra in Veneto, avevo l’obbligo morale di partire da qui». Marchegiani auspica poi che la mostra riesca a sensibilizzare le associazioni culturali del territorio affinché non si perda la memoria storica abruzzese e rivolge, infine, un «elogio al mecenate Bruno Peca, titolare del Br1, perché davanti alla cultura non si tira mai indietro».
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